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Giù le mani da Zaniolo!

Zaniolo
Fonte immagine: Facebook

Il calcio italiano è ripartito, e mai come da circa un decennio a questa parte la nidiata di talenti a disposizione della nostra Nazionale è davvero forte e soprattutto pronta per affrontare palcoscenici importanti. Basti vedere che praticamente tutti i giocatori sotto i 30 anni che fanno parte del gruppo guidato dal commissario tecnico Roberto Mancini milita in squadre di serie A che si giocano obiettivi importanti. Oppure tentano la sorte in compagini straniere dal buon lignaggio.

E tra questi, quello che con ogni probabilità è il giovane più promettente risponde al nome di Nicolò Zaniolo. Arrivato a Roma in sordina e in punta di piedi durante l’estate del 2018, nell’ambito dello scambio che ha portato Radja Nainggolan tra le fila dell’Inter, il giovane centrocampista figlio d’arte (papà Igor era stato un buon bomber soprattutto in serie B) ha saputo ritagliarsi il suo spazio in maglia giallorossa poco per volta. E inizialmente si è fatta non poca ironia su di lui.

Il giocatore valso più che altro come plusvalenza dai nerazzurri per risparmiare sull’acquisto del Ninja: questo si diceva di Zaniolo nelle prime settimane nella Capitale. Da lì in poi, è stato un lento ma progressivo tracimare di apparizioni, buone impressioni e ottime prestazioni. Fin dall’imprevisto e incredibile debutto, quello in Champions League al “Santiago Bernabeu” contro il Real Madrid campione in carica, in cui il bambino Nicolò ha saputo destreggiarsi dal primo minuto al cospetto dei fenomeni in blanco.

E anche chi pensava che la sua apparizione a Madrid sarebbe stata fugace ed estemporanea, si sbagliava di grosso. Nicolò Zaniolo sarebbe diventato poco per volta un elemento imprescindibile per la Roma allenata prima da Eusebio Di Francesco e poi da Claudio Ranieri, il consueto traghettatore che porta dignità e valori ovunque vada ad allenare. E in questo clima di normalità, Zaniolo si trova talmente bene da chiudere la sua prima stagione in A – ad appena 20 anni – con 6 reti in 36 presenze.

Come per tutti gli artisti, il secondo anno è sempre il più difficile, perché è quello della conferma. Zaniolo non si lascia impaurire e parte forte, nonostante qualche chiacchiera sui suoi atteggiamenti fuori dal campo. L’infortunio di fine gennaio contro la Juventus, però, ne complica l’affermazione, anche se ormai il figlio di Igor è diventato anche pilastro in Nazionale. E mentre Nicolò lavora fuori dal campo per riprendersi, si alimentano le chiacchiere sulla sua vita extra-campo.

Come nel caso dell’affiliazione con la società di Fedez per la gestione delle sue attività sui social. Primo elemento di una serie di chiacchiere fini a se stesse, utili solo a destabilizzare l’umore e la vita di un 21enne alla ricerca della definitiva consacrazione nel suo lavoro. Fino all’episodio che ha preceduto le gare contro Fiorentina e Torino. Una capatina in discoteca (forse) senza mascherina e una sigaretta. Come se la storia del calcio non sia piena di giocatori che si concedono una “paglia” ogni tanto.

Sappiamo tutti la purezza del talento di Nicolò Zaniolo. I media e i tifosi impiccioni dovrebbero trovare qualcosa di diverso, che non sia tentare di destabilizzare la sua crescita come uomo e come calciatore. Se non altro, per evitare che il romanista non si trasformi nell’erede naturale di Mario Balotelli, ovviamente più negli atteggiamenti extra-calcistici che per la carriera sul campo. Per questo motivo lo diciamo: nessuno tocchi Zaniolo!

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Francesco Cammuca