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Zamparini e quel Palermo che ci ha fatto divertire

Tributo a un grande uomo di calcio

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Fonte immagine: Twitter

Se n’è andato in queste ore Maurizio Zamparini, imprenditore friulano che ci ha lasciati all’età di 80 anni. Al suo grande lavoro da presidente e da proprietario sono legate alcune delle più belle imprese del Palermo, squadra che dopo il fallimento causato anche dai problemi finanziari avuti dall’imprenditore sta cercando di risalire pian piano le gerarchie del calcio italiano. Ma non ci si può dimenticare di quanto di buono è stato fatto in Sicilia.

Sotto la guida del friulano, arrivato nell’estate del 2002 dopo aver acquisito il club dall’altrettanto compianto Franco Sensi, la compagine rosanero è riuscita in primis a tornare in Serie A dopo 32 anni e poi a ottenere la prima e storica qualificazione a una coppa europea. Una piazza abituata a vivacchiare tra Serie B e C, come d’incanto si ritrovava a respirare l’aria del grande calcio, anche a livello internazionale.

Il grande Palermo di Zamparini

Le vittorie non mancavano, anche su campi prestigiosi e contro avversarie ritenute fino a pochi anni prima inarrivabili come Milan e Juventus. Sotto la guida dell’imprenditore friulano venne sfiorata in più occasioni la qualificazione in Champions League e anche la conquista di un trofeo. Quella Coppa Italia accarezzata nel 2011 ma poi vinta in finale dall’Inter. Poi venne il tracollo, ma questa è un’altra storia.

La storia che vogliamo raccontare è quella del Palermo dei campioni del mondo: Grosso e Toni arrivarono addirittura in Serie B, mentre i vari Barone, Barzagli e Zaccardo fecero parte della squadra della massima serie. Il Palermo di Javier Pastore, Fabrizio Miccoli ed Edinson Cavani che hanno accarezzato tanti sogni, coadiuvati da altri grandi talenti come Simon Kjaer e Federico Balzaretti.

Il Palermo che dalla B tornò in A nel 2013 con l’attacco guidati da Andrea Belotti e Paulo Dybala, sostenuti dal genio calcistico di Franco Vazquez. Un Palermo creato da un presidente vulcanico, appassionato e mai banale nelle scelte. Un personaggio che tutti, dalle parti del capoluogo siciliano, un po’ rimpiangono e che oggi piangono.

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