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Yeman Crippa immenso: cancella il record di Antibo nei 5000 metri

Yeman Crippa-500 metri
Fonte immagine: *yemancrippa

Yeman Crippa ce l’ha fatta: è suo il record nei 5000 metri. L’azzurro ha messo da parte il primato di Salvatore Antibo, rimasto imbattuto per ben 30 anni.

30 anni spezzati via da chi 30 anni ancora non ce li ha ma ha una marcia in più per poter arrivare dove gli altri non riescono.

13’02″26 il tempo che vale oro e che batte giù la barriera dei famosi 13’05″59 nei 5000 metri.

“Sono contentissimo, dopo tre anni che ci provavo è finalmente arrivato il grande risultato. Lo dico con il sorriso, spero che un mito come Totò Antibo non ce l’abbia con me! Gli ho tolto un altro record, ma so che faceva il tifo per me. Era l’obiettivo della mia stagione e averlo ottenuto significa che sono sulla strada giusta, che gli obiettivi prefissati li ho centrati. Nonostante tutto, nonostante lo stop per il lockdown e le difficoltà negli allenamenti. Bisogna crederci, avere il coraggio e provarci. Soffrire e non mollare mai, e spero che questo abbiano capito i giovani atleti che mi hanno seguito stasera da uno schermo. Vorrei aver dato loro tanta motivazione”.

Correre quando gli altri camminano, lavorare quando gli altri si divertono, allenarsi e tenere la mente concentrata sui propri obiettivi: è questo che trasforma un ragazzo “normale” in una leggenda.

Per l’atleta allenato da Massimo Pegoretti non è il primo successo ma va ad aggiungersi agli altri trionfi della sua carriera.

Un bronzo europeo nei 10.000 a Berlino 2018 e un altro agli Eurocross di Lisbona 2019 fanno da base al record dei 10.000 ai Mondiali di Doha.

Un ragazzo che ci ha sempre creduto ma soprattutto che ha avuto coraggio, riuscendo a guardare il mondo con occhi e cuore pieni di speranza. Una speranza che nella notte di Ostrava si è trasformata in una scritta sul tabellone.

In un attimo si è trovato a ripercorrere tutta la vita e quella del giovane con le treccine d’oro è segnata da tragici eventi.

La maledetta guerra ha fatto quello che per natura non si dovrebbe mai fare: strappare un bambino dalle braccia dei genitori. Così per quella guerra civile in Etiopia, un tenero fanciullo è stato portato in un orfanotrofio. Non tutti i mali vengono per nuocere ed il destino ha voluto che Crippa fosse adottato da una coppia di milanesi. La famiglia si è trasferita in Trentino e Yemaneberhan ha iniziato con il calcio, poi abbandonato per la corsa. Proprio in quest’ultimo sport il giovane si afferma sin da subito.

Anche suo fratello maggiore Nekagene di cimentarsi in questa disciplina e oggi è anche lui un atleta mezzofondista della Nazionale seniores. Sarà il gene di famiglia? Chissà!

Tornando a noi, il protagonista nei 5000 metri, dopo l’esperienza con la Valsugana Trentino, entra a far parte delle Fiamme Oro (gruppo sportivo della Polizia di Stato).

Col tempo si specializza in Mezzofondo e corsa campestre, costruendo una carriera ricca di medaglie.

Se avete letto con attenzione, nei paragrafi precedenti abbiamo usato il nome intero Yemaneberhan. Questa parola in amarico significa “il braccio destro di Dio”.

Proprio con le sue braccia Yeman Crippa esulta puntando i pugni verso il cielo: l’unica cosa sopra di lui in una magica notte di fine estate.

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