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Walter Zenga: una vita a dividersi tra il campo e la famiglia

L’allenatore racconta la sua difficoltà nel riuscire ad essere un buon padre.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @walterzenga_official

Ancora dal mondo dello sport, ci arrivano grandi regali: come tanti altri personaggi noti, anche Walter Zenga ha scelto di realizzare un suo libro autobiografico “Ero l’uomo ragno”, nel quale rilascia tutta una serie di racconti e retroscena della sua vita e il modo in cui egli ha vissuto tutto questo.

Intervistato dal Corriere della Sera, l’allenatore si sofferma a rispondere con grande sincerità a diverse domande piuttosto intime sulla sua relazione con Elvira Carfagna, sul rapporto con il padre Alfonso, sul rapporto con i figli e le accuse di non essere stato un padre molto presente.

Il rapporto con il padre e con i figli

A dir poco burrascoso e confuso è stato il rapporto con il padre: “Poi c’è la ferita ancora aperta con mio padre Alfonso. Non ci siamo parlati per anni, troppe incomprensioni, troppa distanza. Io ho giocato agli Europei e ai Mondiali e lui non si è nemmeno fatto sentire. Poi lui si è ammalato. Io ero a Bucarest, mi sono precipitato a Milano. È stato allora, qualche giorno prima di morire, che mi ha detto ‘Ti voglio bene’ per la prima volta. Mi ha consegnato una lettera. Leggendola, non credevo ai miei occhi: siamo stati lontani per una vita intera e in quelle righe, mentre si preparava a salutarmi per sempre, mi diceva che lui mi era sempre stato accanto, che aveva seguito passo dopo passo la mia carriera, che si era appuntato successi e critiche, che era fiero di me e che mi voleva bene. Ero distrutto”

Una storia molto commovente, ma che non sembrerebbe averlo spronato molto nel suo rapporto con i figli: ricordate quando il figlio Andrea Zenga, concorrente della scorsa edizione del Grande Fratello Vip, in uno sfogo si mise a parlare del difficile rapporto con un padre per lo più assente?

Qualcosa che però lo stesso Walter non si è dimostrato in grado di gestire, nemmeno durante il loro incontro; tuttavia, egli è il primo a riconoscere questa difficoltà, infatti afferma: “Le accuse di essere un padre poco presente fatte dai miei figli Nicolò e Andrea le ho vissute in modo devastante. Però li capisco e dico questo: quando ci si separa non ci sono vincitori né vinti, al massimo si pareggia la sconfitta. Il mio lavoro mi ha portato in giro per il mondo. Non sempre ho potuto essere accanto a loro, ma ho preso un aereo per vederli ogni volta che ho potuto. Sul braccio mi sono tatuato i nomi dei miei figli. Ci siamo parlati a lungo e ci siamo visti”.

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Inter odi et amo

Al di là della sfera emotiva e familiare, Zenga viene interrogato anche sull’Inter, rendendo così noto il suo desiderio di allenare la squadra, ricordando anche il momento in cui il club neroazzurro decise per lo scambio con Pagliuca, un momento che egli dice di aver vissuto con estremo dolore.

Qualche rimpianto? Si! Come allenatore, quella volta che se n’è andato dal Catania e quando ha detto addio alla Stella Rossa di Belgrado, per soldi.

Quel che è certo è che quello con l’Inter resterà sempre un odi et amo.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @walterzenga_official

Sommario
Walter Zenga: una vita a dividersi tra il campo e la famiglia.
Titolo
Walter Zenga: una vita a dividersi tra il campo e la famiglia.
Descrizione
Walter Zenga si racconta: odi et amo per l’Inter. Commenti sul difficile rapporto con il padre e con i figli.
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