in

No Max, non sei ancora un campione

Max_Verstappen_Gran_Premio_di_Turchia
Fonte immagine: Wikipedia Commons

Una delle gare peggiori della sua ancor giovane carriera, mentre a pochi metri di distanza c’era il suo rivale a festeggiare l’ingresso definitivo nella storia del motorsport. Max Verstappen si è giocato nel peggiore dei modi una delle poche gare in cui partiva con un evidente gap in positivo rispetto alla concorrenza. E così, il ritorno nel calendario della Formula 1 del Gran Premio di Turchia si è trasformato per lui in una trappola.

Ed è con ogni probabilità questa la gara in cui possiamo dire con assoluta certezza che Max Verstappen non è un campione. O quantomeno non lo è ancora diventato, visto che l’età e il talento sconfinato sono elementi che pendono in suo favore. Ma la quantità enorme di errori commessi nella due giorni che contava di più, ovvero quello delle qualifiche e la domenica in gara, fanno pensare che serva ancora un po’ di tempo.

La delusione dopo le qualifiche

Il momento terribile del pilotino olandese potrebbe essere cominciato già di sabato. Le immagini che provenivano dal retro-box della Red Bull lo hanno testimoniato: Verstappen rannicchiato su se stesso dopo la fine delle qualifiche, in cui Lance Stroll lo ha sorpreso e gli ha portato via la pole position. All’apparenza si è trattato solo della perdita di una posizione, ma portare a casa il miglior tempo in qualifica fa la differenza nella testa di un pilota.

Tanto che la gara era già iniziata nel peggiore dei modi per Max. Essere partito dal lato “sporco” della griglia non ha aiutato, ma l’eccessivo pattinamento della Red Bull con il numero 33 potrebbe essere il sinonimo di un eccessivo stress durante lo spegnimento dei semafori. E da allora, per Super Max, è stata una gara all’inseguimento, a partire dai giri trascorsi a patire alle spalle della Ferrari di Sebastian Vettel. Ma non era ancora finita lì.

Troppi errori

Il peggio, però, doveva ancora arrivare per Verstappen. Il tentativo azzardato di sorpasso ai danni di un Sergio Perez estremamente concentrato, il testacoda (più altri 180 gradi in giravolta) e l’obbligo di cambiare le gomme dopo aver appena spiattellato il suo attuale set. Era quello il segnale che qualcosa, nella testa di Max, non andasse fino in fondo. Il tentativo di rimonta dalle retrovie non ha portato niente di buono in termini di piazzamenti.

E così Max Verstappen ha concluso al sesto posto un Gran Premio che avrebbe dovuto dominare. Era stato il più bravo nelle prove libere del venerdì, sia come giro secco che come passo gara. Solo una Racing Point in assetto da bagnato estremo gli ha tolto la pole position. Ma di domenica è arrivato il tutt’altro che atteso tilt. Un tilt che, per il momento, nega a Max le stimmate del campione.

Se volete seguire altre notizie sul mondo dello Sport cliccate QUI.

Fonte immagine: Wikipedia Commons