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Valentino Rossi come Totti e Buffon: quanto è dura dire addio.

Scegliere il momento giusto per dire basta è impresa ardua, ammesso che esista.

valentino rossi totti buffon
Fonte immagine: Facebook

Prima o poi quel momento arriva per tutti. La decisione di ritirarsi dalla vita agonistica è quel momento che un atleta vorrebbe non arrivasse mai. Che si tratti di un calciatore o di un pilota giungere alla conclusione che è arrivato il momento di farsi da parte è inevitabilmente una scelta dolorosa che può avere pesanti conseguenze a livello psicologico. Ed è per questo motivo che un po’ per tutti la decisione avviene dopo un lungo periodo di riflessione, forse ritardata dal desiderio di non volersi piegare alla carta d’identità mentre ti accorgi che le nuove generazioni vanno più forte di te e gli acciacchi di una logorante carriera non esitano a mostrarsi.

Grazie di tutto, Vale

La notizia del ritiro di Valentino Rossi dalla Motogp è giunta in maniera improvvisa ma fino ad un certo punto, la leggenda di Tavullia da tempo faceva fatica ad essere competitivo e stare a ridosso dei primi tanto che in questa stagione i dolori sono stati ben maggiori rispetto alle gioie.

Il sogno del decimo titolo mondiale rimarrà quindi tale ma non lenisce minimamente quella che è stata, a detta di tutti, una carriera irripetibile. Valentino è stato per anni il simbolo del suo sport, e un po’ come Alberto Tomba per lo Sci ha avvicinato tante persone a uno sport di nicchia come il motociclismo. E non è solo una questione di vittorie. Ogni suo trionfo coincideva con una geniale trovata del suo clan, gag tipiche del personaggio scanzonato, che non ama prendersi troppo sul serio e che, per sua stessa ammissione, resterà il pilota più amato di sempre.

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Un addio doloroso

Non è mai facile scegliere il momento giusto per dire addio. La testa e il cuore vanno in direzione opposte ma il “dottore” nella conferenza stampa ha mostrato il suo ovvio dispiacere ma altrettanta lucidità. Modalità un tantino diverse per Francesco Totti del quale non potremo dimenticare le lacrime il giorno del suo addio. Per non parlare della serie TV che ha raccontato la sua carriera dove non ha mai nascosto il tormento interiore dovuto anche a un finale di carriera in cui ha dovuto lottare contro un nemico inatteso, Luciano Spalletti. Le leggende non dovrebbero mai abdicare e per quanto si sforzino di cercare il giorno giusto fanno fatica a trovarlo. Semplicemente perchè non esiste il momento perfetto per dire addio e dover rinunciare all’adrenalina che ti ha tenuto in vita.

Intramontabili

E se c’è qualcuno che proprio non vuole arrendersi questo è Gianluigi Buffon. Nonostante una carriera memorabile, l’ex numero uno della Juventus e della Nazionale ha deciso di concedersi una nuova sfida, in serie B con il “suo” Parma da dove tutto ebbe inizio nel lontano 1995. Gigi sente che non è ancora arrivato il momento di fermarsi, si sente vivo e in buonissima forma e ha avuto l’intelligenza di accettare un ridimensionamento pur di continuare a fare ciò che gli riesce meglio. Perchè se è vero che l’età in maniera ineluttabile avanza, la scelta, tardiva o meno, di un campione planetario merita un enorme, indiscutibile rispetto.

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