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Valentina Diouf e l’avventura in Asia: “I coreani sono fantastici”

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

La pallavolo italiana si sta godendo una generazione di ragazze straordinarie, capaci di portare la Nazionale a livelli molto alti. Tra questi, una delle giocatrici più rappresentatrici è senza dubbio Valentina Diouf. La statuaria schiacciatrice nata a Milano, ma di chiare origini senegalesi, ha già mostrato le sue qualità nelle più importanti competizioni internazionali. E la sua carriera ha assunto una nuova svolta durante l’estate.

Valentina, infatti, ha deciso di volare fino in Corea, accettando la corte spietata del KGC Ginseng. Si tratta di una delle squadre più importanti del panorama pallavolistico asiatico, ma non è la prima avventura lontano dall’Italia per Diouf. Il volo atterrato a Seoul, infatti, è partito dal Brasile, dove il nostro opposto ha giocato con la divisa del Bauru, altra squadra molto blasonata. Uno spirito da autentica globetrotter, che non le fa perdere il focus sul gioco.

Una nuova sfida

In un’intervista rilasciata per il portale Volleyball.it, Valentina Diouf ha raccontato l’inizio della sua nuova sfida. Un inizio non facile, visto che la Corea e tutta l’Asia sta provando poco per volta a uscire dalla minaccia portata dal Covid-19: “Sto molto bene, la situazione in Corea è stabile dal punto di vista del virus. Ci sono pochi contagi e sono tutti iper controllati. Dal punto di vista del volley abbiamo disputato la Kovo Cup a una sola settimana dal termine della quarantena e siamo uscite in semifinale. Ora pensiamo al campionato”.

E poi c’è la spiegazione della sua scelta di approdare in un Paese come la Corea: “Ho sempre sognato di poter fare un’esperienza in Asia – svela Valentina – . sia come esperienza di vita che sul piano professionale. La Corea è capitata al momento giusto“. La Diouf sembra anche aver superato le prime difficoltà: “Inizialmente ho avuto qualche difficoltà perchè nessuno parla inglese, quindi nella vita quotidiana è sempre complicato trovare il sistema. Una volta ambientata è stato tutto più semplice e devo ammettere che si vive bene in Corea“.

L’esperienza del try-out

Un capitolo a parte è dedicato ai tifosi, i quali sembrano aver già adottato questo colosso con i capelli che volano al vento, quasi al ritmo delle sue schiacciate. Un amore che Valentina Diouf dimostra di apprezzare e non poco: “Sono fantastici, tifano tantissimo e sono molto organizzati con tanto di cartelli che coordinano i cori. Quando tifano per me sbagliano sempre il cognome, in coreano viene scritta una parola che nella nostra lingua corrisponde a Diupù. Inutile dire che è esilarante sentire uno stadio che lo urla”.

E poi c’è la situazione del try-out, molto simile al Draft che si usa negli sport americani. Valentina lo spiega così: “La lista di ragazze viene stipulata secondo un ranking scelto da loro in ordine descrescente, dalla più forte alla meno forte. Ti viene data una maglia con un numero che corrisponde alla tua posizione nel ranking del draft. Dopodichè iniziano gli allenamenti e per tre giorni ti viene chiesto di mostrare il tuo livello in attacco, a muro e in battuta. Al termine avviene la scelta, ovvero in un ordine stabilito da un sorteggio le squadre scelgono la nuova straniera”.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca