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Un lustro dalla morte di Muhammad Ali

Il campione sul ring e nella vita

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Fonte immagine: Instagram

A pochi giorni dall’anniversario della morte del campione Muhammad Ali, ci rendiamo conto che il tempo vola. Sono passati ben 5 anni dalla scomparsa del pugile più famoso al mondo, avvenuta a Phoenix in Arizona, la sera del 3 giugno del 2016, alle 21:10.

Da quel momento il tempo si è fermato, come succede qualsiasi volta che scompare un grande personaggio, la cui storia ha emozionato il mondo intero. A 74 anni “Il Più grande di tutti i tempi” ha lasciato nella storia anche il suo acronimo di Goat: Greatest Of All Time, che nelle intenzioni del suo ideatore era però l’equivalente della parola capra e un richiamo al suo Dio musulmano, e quando lo pronunciava sorrideva e affermava: “Io, nell’universo ho l’importanza di una capra”.

 

Non solo glorie

 

La storia di Muhammad Ali e la sua esperienza da pugile sono costellate da numerose vittorie che lo rendono unico nel suo genere: vincitore per tre volte del titolo mondiale dei massimi ha dominato nella scena del tempo anche grazie alle scelte compiute, come il no al Vietnam che firmò con un documento di diniego davanti alla Commissione che lo aveva consegnato all’Esercito e che gli costò la perdita della licenza pugilistica per quattro anni, ma non scontò mai alcuna condanna.

Quest’uomo poi, baciato dal talento e dalla forza ha subito un progressivo deterioramento e rallentamento sia della parola che dei gesti, a causa della sindrome del morbo di Parkinson, che il mondo scoprì all’Olimpiade di Atlanta ’96, quando la sua mano un po’ tremolante accese il fuoco d’Olimpia, grazie ad un marchingegno meccanico.

Uno dei momenti più emozionanti di sempre.

 

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Ad oggi, il suo sangue e la sua passione per il pugilato scorrono nelle vene della figlia Laila, una delle più grandi pugilesse di tutti i tempi. A portare avanti la fondazione ed il Muhammad Ali Center di Lousville è ancora oggi la quarta moglie dell’atleta e lì ogni anno, in onore del marito celebra un Festival che viene celebrato anche a favore del movimento Black Lives Matter.

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