in ,

Distrazioni di Serie (TV), tra Michael Jordan, Chiellini, Vettel e il majhong d’azzardo!

Il TOP della settimana (19) a cura di Andrea Borea

il TOP della settimana
Fonte immagine: Netflix

Parte oggi una rubrica settimanale che tende a mettere in evidenza ciò che è successo nei 7 giorni appena trascorsi. Il tutto prenderà forma senza filtro, in chiave ironica, con un occhio di riguardo al mondo sportivo, al poker, al betting, agli E-Sports, ma che non disdegna una carezza e un occhiolino a tutto ciò che ci gravita attorno. In un’ottica personale, molto personale. La mia.

Oggi partiamo con il successo di “The Last Dance” e le serie TV del momento, l’addio di Vettel alle rosse, il Giorgio furioso e un particolare gioco di origine cinese, lo sparviero di canapa.

Le serie TV del momento

Non di sola Barbara D’Urso l’animo umano può cibarsi e nemmeno di Italia-Germania Ovest del 1982 riproposta in TV come se fossimo a pochi giorni dal trionfo del Bernabeu, tanto che le tre esclamazioni “Campioni del Mondo!” di Nando Martellini, in questi giorni si sono moltiplicate a dismisura superando cifre inimmaginabili. E pure il nostro libro preferito ci sta guardando dal comodino come a dire: “ehy, vecchio, fatti un giro e cercati una fidanzata”.

Di tempo ne abbiamo avuto in questo periodo, probabilmente alcuni di noi ne avranno ancora tanto e una parte di esso lo abbiamo impiegato a rilassare membra e cervello buttandoci sul divano a guardare le piattaforme che offrono Serie TV.

Gli ascolti degli ultimi mesi continuano a premiare scrigni più o meno dorati come Breaking Bad, Stranger Things, Sherlock e Peaky Blinders.

Ma tengono botta i sempreverdi Black Mirror, Narcos, Mindhunter e addirittura Friends, probabilmente rispolverato da tanti fans alla ricerca di un rigurgito di sorrisi originati dai tempi che furono.

Per quanto riguarda le Serie TV di ultima composizione, è stato, anzi sarebbe meglio dire lo è ancora, clamoroso il successo di “The Last Dance”, il docu-film che ripercorre la cavalcata trionfale dei Chicago Bulls alla conquista del doppio “three-peat” sotto la guida di Michael Jordan.

A parte il filo conduttore che fa capo a un continuo andirivieni nel tempo che prende come punto di riferimento l’ultima stagione in cui i Bulls vinsero l’anello nel 1998, sono dei veri e propri cameo i dialoghi dell’epoca.

Tutti da godere i momenti di svago in cui MJ prende di mira il general manager della squadra, “il nano” Jerry Krause al quale il 23 dei Bulls proponeva di abbassare il canestro per fare un’amichevole, oppure le chiacchiere sul primo ritiro di Jordan, legate, secondo alcuni, al gambling, oppure ancora alle seconde vite di coach Phil Jackson, dell’eccentrico Dennis Rodman al quale va tutto il nostro rispetto per aver fatto innamorare, tra le altre, donne fantastiche venute fuori dal Pianeta Terra come Luis Veronica Ciccone e Carmen Electra, prima ancora delle sue mirabolanti azioni atte a catturar palloni, o del compagno di squadra preferito da MJ, Scottie Pippen e il suo clamoroso rifiuto di entrare a fine partita ”solo” per effettuare una rimessa in gioco.

Tra le serie che consigliamo di non perdere, “Ozark” è quella che ha preso maggiormente il cuore di chi vi scrive, tanto da poterla paragonare a qualcuna di quelle cui abbiamo accennato in apertura, seppur fatte le debite proporzioni.

L’ultima stagione uscita su Netflix un paio di mesi fa, la terza, viene considerata di fattura addirittura migliore rispetto alle due precedenti. Il tutto con l’inserimento di una vera e propria rivelazione come Tom Pelphrey nel ruolo di Ben Davis, fratello di Wendy.

Da consigliare il suo clamoroso monologo verso fine stagione, tutto da godere in lingua originale, visto che l’ultima parte non ha ricevuto la cortesia di essere doppiato in italiano causa, anche qui, del Covid.

Stessa sorte spettata, peraltro, anche a “Better Call Saul”, altra perla venuta fuori dal genio di Vince Gilligan e Peter Gould, serie che tutti considerano una sorta di spin-off di Breaking Bad, ma che alla lunga sta vivendo di luce propria, visto che siamo giunti alla quinta stagione per un totale di 50 episodi.

Inaspettatamente sorprendenti e da consigliare anche “Tiger King” che ha sbaragliato tutta la concorrenza dopo pochi giorni di uscita, “Giri/Haji- Dovere e Vergogna” e “Unorthodox”, l’ennesimo spaccato della comunità ebraica ultraortodossa che lascia ben poco spazio all’immaginazione

 

Vettel non rinnova, Sainz in pole position

 

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Sebastian Vettel non rinnoverà il suo contratto a fine 2020 con la Ferrari.

Il comunicato è arrivato nella mattina del 12 maggio, quando la scuderia di Maranello ha diramato una nota nella quale si comunica la decisione comune di non portare a termine la stagione in corso, se di stagione si può chiamare, visto che quest’anno non si è vista una sola partenza.

Le speranze dei meno informati sui motori di vedere mirabolanti incidenti dopo lo start, sono probabilmente rimandate all’anno prossimo, ma non tutto è perduto.

Diciamocela tutta, se non per un po’ di sussulti regalati ai tifosi del “cavallino”, le 5 stagioni in sella alla Rossa del mascellone tedesco, non sono state da strapparsi i capelli.

Nessun titolo, anche e soprattutto per la lotta impari con il simpaticissimo avversario di sempre, Lewis Hamilton, che lo ha praticamente sempre battuto, nel breve e nel lungo periodo.

Si è immediatamente aperto il toto-sostituto e Carlos Sainz, che all’anagrafe farebbe pure Carlos Sainz Vazquez de Castro, che richiama alla memoria uno dei personaggi di Cervantes, dovrebbe essere il sostituto del tedesco.

Ventisei anni e una carriera già abbastanza lunga in Formula 1: ha portato l’anno scorso la McLaren al sesto posto con 96 punti e incarna probabilmente la ragione per cui i vertici della Ferrari hanno chiuso con Vettel, l’esplosione dell’altro cavallino rampante Charles Leclerc.

Tre anni più giovane di Sainz, Leclerc ha probabilmente chiesto lo spazio che pensa di meritare dopo un paio di anni all’ombra della quercia secolare tedesca. Un Leclerc sempre più numero 1, insomma, visto che il sorpasso sembrava già in atto ai danni di “Seb”.

Di Vettel ci ricorderemo le frasi in italiano urlate al microfono della sua monoposto, ma non molto di più.

Provaci ancora, Seb!

 

Chiello contro tutti

Fonte immagine: flickr

Sembra scoppiata finalmente la pace tra Giorgio Chiellini e Mario Balotelli, all’indomani delle indiscrezioni, che poi indiscrezioni non sono mai, sull’uscita del libro del capitano della Juventus.

Chiellini, secondo un canovaccio già seguito in decine e decine di altre occasioni quando si tratta di lanciare un libro, avrebbe puntato sul clamore che gioco forza avrebbero originato le sue parole di fuoco verso alcuni colleghi, tra i quali Mario Balotelli e Felipe Melo.

Melo ha risposto altrettanto pesantemente, assecondando probabilmente così il fine di Re Giorgio, che tutto avrebbe voluto tranne che la cassa di risonanza mediatica si fermasse immediatamente.

Sono così tornati alla luce i sonnacchiosi contrasti tra le tifoserie di Juve e Inter, sopiti in tempo di Covid e riapparsi a larga mano sulle bacheche di fan e semplici hater di passaggio pronti a prendere una posizione basti che ci sia da dire qualcosa.

Il libro, “Io, Giorgio” è in vendita da oggi, 12 maggio e nella puntata televisiva de “Le Iene”, è scoppiata una inaspettata quanto clamorosa pace col centravanti in forza al Presidente Cellino in quel di Brescia, altro personaggio nell’occhio del ciclone per la sua retromarcia sull’argomento “giochiamo/non giochiamo”.

Mossa pubblicitaria o no, queste le parole di Balotelli riprese anche da Gazzetta: “Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande!”. Carramba che sorpresa!

 

Mahjong d’azzardo a Prato, tutti denunciati

Per chi non conosce il gioco, una marea di tessere disposte sopra un tavolo, richiedono di essere ordinate in varie combinazioni da un numero di 4 giocatori. Il primo dei quali riesce nell’intento, vince la partita.

Le combinazioni, leggendo Wikipedia, fanno capo a quelle dei punti simili a giochi di carte occidentali, scala quaranta o ramino, per intenderci ed è un gioco antichissimo, tanto che il suo nome originale ha quell’aria poetica che manderebbe un’innamorata in brodo di giuggiole: “sparviero di canapa”…

Di poetico c’è stato invece davvero poco nel blitz delle Forze dell’Ordine che hanno fatto irruzione all’interno di un’abitazione di Prato dove erano intenti a mettere a modino le loro tessere, 15 giocatori cinesi tutti denunciati.

Il primo atto originato da tale spiacevole situazione è stata una multa di 400 Euro comminata ad ognuno dei protagonisti, alla quali è seguita il sequestro di €6.000 rinvenuti nell’abitazione.

Pure l’affittuaria dell’appartamento non se la passerà bene, vista la denuncia per esercizio di gioco d’azzardo. Ma quello è il meno, il mahjong si può giocare ovunque…

Andrea Borea

Scritto da Andrea Borea

Editorialista, scrivo di sport e di attualità da 25 anni, appassionato di basket NBA, poker sportivo, betting, podcast e di libri. Se rotola, mi troverete lì.