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Coach, padre e padrone: le grandi tenniste con un rapporto complicato

Dalla Graf alla Giorgi, sono molte le tenniste che hanno vissuto sotto la pressione del padre la loro carriera

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In campo ce la mettono tutta, seguite dallo sguardo sempre attento del loro coach. Quando le cose vanno bene magari vengono ripagate da un plauso, mentre quando qualcosa non funziona quegli stessi occhi sono lame che tagliano la pelle.

 

Lo sport è pieno di sodalizi vincenti tra coach e atleta, là dove altrettanto spesso è proprio la figura genitoriale ad assumere le vesti di mentore. Non sempre però, questo binomio risulta vincente, visto che la pressione familiare risulta difficilmente gestibile a livello mentale. Vediamo un paio di esempi nel mondo del tennis, che hanno complicato (in alcuni casi forse anche distrutto) la carriera della figlia.

 

Jennifer Capriati

 

Fonte imamgine: citazioni

 

Enfant prodige dei primi anni novanta, sembrava avviata a una carriera dirompente dopo essere approdata alle semifinali degli US Open e di Wimbledon a soli 14 anni (diventando la più giovane a entrare nelle teste di serie).

 

Oro Olimpico nel ’92, finisce poi per lasciare da parte il tennis dopo i rapporti burrascosi con il padre (un italiano, Stefano, nato a Brindisi) e poi anche con problemi legati alla droga. Tornerà poi alla ribalta a inizio 2001 con la vittoria al Roland Garros e agli Australian Oper che gli varranno il primo posto nel ranking.

 

Steffi Graf

 

Fonte immagine: Wikipedia Commons

 

La tedesca almeno sul campo riuscì a non farsi mai coinvolgere emotivamente dalla vicende esterne, tanto che è tutt’oggi è una delle tenniste più vincenti in assoluto e con diversi record ancora all’attivo.

 

Resta però solo dopo il 1995, anno in cui suo padre venne arrestato per una mega evasione fiscale proprio sui guadagni della figlia, è riuscita a vivere in pieno anche fuori dal campo, ivi compresa la sua relazione con Agassi.

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Jelena Dokic

Fonte immagine: Instagram

 

Trasferita in Australia dopo la guerra in Jugoslavia, il suo esordio con il tennis è di grande impatto e già a 16 anni è una delle top50 al mondo, mentre nel 2002 arriva al suo massimo con un 4° posto assoluto nel ranking.

 

Poi nascono i problemi, prima con la federazioni Australiana, tanto che decide di tornare a Belgrado, per poi però tornare sui suoi passi qualche anno dopo dichiarando di non andare più d’accordo con il padre. Si scopre poi che subì maltrattamenti fisici proprio dal suo genitore.

 

Camila Giorgi

 

Fonte immagine: Wikipedia Commons

 

Il padre di Camila Giorgi, Sergio, è sempre molto presente sui campi come suo coach, anche troppo. A Roma lo abbiamo visto inveire contro un giudice di linea, ma non è la prima volta che fa queste uscite. Tanto che la stessa Camila è sembrata spesso subire l’atteggiamento del padre, non rendendo al meglio sui campi da gioco.

 

Nonostante alcuni singoli match in cui è riuscita a sconfiggere anche diverse atlete della top10, Camila non è mai andata oltre un 26° posto del ranking, dimostrando che non sempre la pressione paga in termini di risultati.

 

E chissà che il suo andare molto d’accordo con la madre invece, non sia proprio la voglia della tennista di spostarsi verso il mondo della moda, senza l’assillo del padre.

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