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Da Valverde a Núñez: la generazione d’oro dell’Uruguay

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Fonte immagine: Creative Commons

Il talento targato Sudamerica non delude mai: a dimostrarlo è la nazionale uruguaiana che, dopo un positivo mondiale in Russia nel 2018, si appresta ad alzare ancora di più l’asticella sfruttando quella che sembra essere la generazione più fruttuosa dell’ultimo decennio.

Infatti, nonostante la pesante sconfitta contro l’Ecuador e la sofferta vittoria in extremis contro il Cile nelle ultime partite di qualificazione al prossimo mondiale, si respira un aria positiva attorno al piccolo paese sudamericano, soprattutto se si vanno a vedere le prestazioni dei propri giovani nei principali campionati europei:

L’abbondanza a centrocampo

Il reparto che sembra essere un punto di forza della nazionale uruguaiana è il centrocampo, proprio lo stesso reparto che negli anni passati non aveva prodotto giocatori degni per supportare degli attaccanti stellari come Suarez e Cavani.

Sicuramente a dettare legge in questo reparto è Federico Valverde, gioiello del Real Madrid e pallone d’argento dei mondiali U20 del 2017, che già nell’ultima annata calcistica ha scalato le gerarchie nel centrocampo delle Merengues, diventando sempre più uomo-chiave per Zidane.

Si trovano analogie di percorso con Rodrigo Bentancur, centrocampista che con la Juventus è partito in sordina sotto la gestione di Allegri, salvo poi esplodere definitivamente anche lui nell’ultima annata con Maurizio Sarri, diventando un punto fermo nella vecchia signora anche sotto la gestione di Andrea Pirlo.

Altri centrocampisti ad accentuare l’abbondanza del reparto sono Nahitan Nandez, centrocampista del Cagliari che sembra aver trovato una quadratura tattica nel 4-2-3-1 di Di Francesco, Torreira, De La Cruz e il fantasista del Flamengo Giorgian De Arrascaeta.

L’ipotetico schieramento in campo

Nelle ultime partite di qualificazione abbiamo visto come Óscar Washington Tabárez, l’eterno CT che si appresta a costruire l’ennesimo ricambio generazionale dell’Uruguay, abbia attuato un 4-2-3-1 prettamente offensivo, con il solito Godin a capitanare la difesa e compensando la sostanza di centrocampisti come Bentancur e Valverde con la qualità dei tre trequartisti davanti, supportanti l’unica punta che è stata Suarez.

Un modulo che potrebbe attuarsi benissimo nel prossimo decennio, proprio per esaltare il boom generazionale avuto in mezzo al campo e compensare la povertà di attaccanti che l’Uruguay sembra avere, e che avrà a maggior ragione con l’addio di due totem come Suarez e Cavani, prossimi al ritiro.

Darwin Núñez: il talento emergente 

Una povertà nel reparto offensivo che potrebbe essere già risanata.

In questa prima parte di stagione infatti, si è messo in risalto quello che sembra essere un talento da tenere d’occhio: stiamo parlando dell’attaccante del Benfica Darwin Nunez.

Di base una prima punta, che può tranquillamente agire sul tutto il fronte d’attacco, ha già esordito con una tripletta nella prima giornata della fase a gironi di Europa League contro il Lech Poznan, cosa che non gli ha fatto risparmiare i paragoni con il suo connazionale Edison Cavani. La stagione è ancora lunga per emettere sentenze, ma se la vena realizzativa dovesse continuare ad essere questa allora potremmo pure dire che i paragoni non sono stati tanto azzardati, e che l’Uruguay ha persino l’attaccante giusto per esaltare ancor più la sua nuova generazione d’oro.

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Fonte immagine: Creative Commons

Antonino Nicolò