in

Le carte da gioco

Fonte immagine: *Wikimedia Commons

A quale epoca risale l’introduzione delle carte da gioco? Per la storiografia l’importazione, dal “Celeste Impero” (Cina), in Europa, delle carte da gioco si data nel XIV sec. d.C. In Europa, in rapporto gli antesignani esemplari, i semi evolsero sospinti dai locali contesti culturali, in eterogenee figurazioni. Ai primigeni simboli subentrarono icone esemplificative i temi narrativi i folclori precipui i singoli stati europei. Nello specifico, nei cinghiali finanche nei falchi, può ravvisarsi il riferimento per l’arte venatoria, e ciò fu pure per i conigli ed i cani; parimenti nei fiori, è sottinteso il richiamarsi il tema legato la fertilità, o alla natura. Ciò produsse sui semi un suddividersi in rappresentazioni conformi il frastagliato quadro etnografico europeo. In Germania, ad esempio, i temi orientali vennero soppiantati da cuori, campane, foglie, e ghiande, laddove, in Boemia, nei mazzi da gioco, figuravano animali, strumenti musicali ed armi (quali spade, lance, alabarde). I mazzi da gioco, diffusi in Spagna come in Italia, contra, conservarono l’iconografia orientale: ori, coppe, spade, bastoni.

L’insorgere per i semi nella figurazione moderna originò, tuttavia, in Francia, nella traslazione allegorica per personaggi storici o figure mitologiche.

I Re:

Re di picche: ritratto allegorico per Re Davide del Regno di Israele

Re di quadri: ritratto allegorico per Giulio Cesare

Re di fiori: ritratto allegorico per Alessandro Magno

Re di cuori (altresì detto “re suicida”, benché non si registrino fonti storiche in suffragio): ritratto allegorico per Carlo VII, la cui testa figura trafitta da una spada ed unico personaggio ritratto senza baffi.

Le Regine:

Regina di picche: ritratto allegorico per la Dea Atena (dea della sapienza nella mitologia greca)

Regina di quadri: ritratto allegorico per Rachele (personaggio biblico, riferitosi in moglie di Giacobbe)

Regina di fiori: ritratto allegorico per Argea (tratto dalla mitologia greca)

Regina di cuori: ritratto allegorico per Giuditta, (parimenti personaggio biblico che salvò gli ebrei da Oloferne).

I Fanti:

Fante di picche: ritratto allegorico per Ogier, cavaliere in servizio per Carlo magno

Fante di quadri: ritratto allegorico per l’eroe omerico Ettore di Troia

Fante di fiori: ritratto allegorico per Giuda Maccabeo (personaggio biblico), oppure, Lancillotto (protagonista nella saga il ciclo narrativo di Re Artù)

Fante di cuori: ritratto allegorico per La Hire, famigerato condottiero francese nella guerra dei cento anni.

Perché prima carta in un mazzo nuovo figura spesso l’asso di picche? In passato, era vigente la normativa di imprimere, sul seme, la scritta “Duty Three Pence”, per attestare il pagamento dei tributi in vigore. La decisione venne decretata dai legislatori europei, in relazione il diffondersi per le carte da gioco. Da principio detta dicitura figurava sull’involucro. In seguito tuttavia, fu legiferata la stampa su di una carta, affinché si preservasse la documentazione per il pagamento della tassa, considerando che l’involucro, una volta aperto, veniva gettato via. Nel ‘700 fu infine selezionato l’asso di picche.

Quale fu la scelta per l’iconografia, propria la terza figura nel mazzo, il fante, e non un principe, oppure un cavaliere? In origine su taluni mazzi di carte si registrava la presenza per due K e una Q, giacché il secondo K rappresentava il ritratto allegorico per il Knave (cortigiano del re). L’esservi, tuttavia, icone indicate con la medesima lettera, creava confusione, indi la seconda lettera K (o Kn), fu soppiantata dalla J di Jack (sinonimo quest’ultimo per persona del volgo). In Francia contra, fu adottata la figura del Valet (sempre in Francia sui mazzi, il riferirsi il Roi, la Dame nonché il Valet, è indicato nelle lettere R, D, V; mentre in Italia questi è riferitosi in fante, ma trascritto con la lettera J). Aspre nondimeno, furono le reazioni alla designazione per Knave in Jack, come testimonierebbe Estella in “Grandi Speranze” di Charles Dickens, allorquando costei esclama “He calls the knaves Jacks, this boy” sì evidenziando “la deplorevole abitudine di chiamare i fanti jacks”. Esiste un museo, la cui fondazione, è legata la figura di don Heraclio Fournier, il quale nel 1868, fondò una stampa nella città di Vitoria. Il campionario, ivi esposto, ricostruisce l’evoluzione (nelle tecniche di produzione, quanto nel repertorio iconografico) per le carte da gioco in Europa (antiche, taurine, satiriche, varie tipologie di tarocchi).

Il più antico mazzo di carte in Europa, datatosi tra il 1390 e il 1410, è chiamato “Italia 2”, conservato al Museo Fournier de Naipes di Vitoria. Coevo questo è altresì il Stuttgarter Kartenspiel (“Mazzo da gioco di Stoccarda”) risalente al 1430.

Per la produzione un mazzo da gioco il materiale utilizzato è carta, oppure plastica.

I simboli sono impressi su fogli di carta o plastica, su cui è poi steso uno strato di vernice, per incrementarne luminosità, brillantezza dei colori, viscosità, e durata nel tempo.

Le tecniche impiegate nella realizzazione le moderne carte da gioco prevedono trattamenti quali calandratura, e telatura, che garantiscono una migliore resa nel tempo (laddove si usino in giochi domestici, finanche professionali).

A cura di JCA Academy

Fonte immagine: Wikimedia Commons

Avatar

Scritto da HiBet Social