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Casey Stoner, l’arte di superare la tecnologia

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Il Motomondiale, soprattutto negli ultimi anni, è stato il posto in cui la magia ha spesso preso il posto delle reali possibilità umane. Con ogni probabilità, da quando la tecnologia e i controlli hanno preso sempre più spazio, lasciando meno margine di manovra al pilota, le gare di MotoGP si sono leggermente appiattite. In ogni caso, specie quest’anno in cui non sta correndo per infortunio il cannibale Marc Marquez, gli appassionati si stanno divertendo e non poco.

Ma c’è stato un tempo in cui l’impossibile sembrava poter diventare realtà, grazie a una serie di piloti rimasti per sempre nella storia del motorsport e nel cuore dei tifosi. Uno di questi è senza ombra di dubbio Casey Stoner. Il pilota australiano ha fatto innamorare una intera generazione di appassionati di MotoGP, sia per la sua guida spesso al limite del possibile che per il suo modo di fare sbarazzino, decisamente distante da un mondo spesso distaccato dalla realtà.

Quello che era entrato nel “circo” delle due ruote con l’appellativo di Crazy Stoner in realtà ci ha messo davvero poco tempo per farsi notare. Con il suo bel numero 27 stampato sulla carena, ha scalato molto velocemente le gerarchie del motomondiale, grazie alla sua guida aggressiva che ben si sposava con mezzi leggeri, come le vecchie 250cc che ora sono catalogate nel mondiale Moto2. Ma il bello, per Casey, doveva ancora arrivare.

Nel 2007 lo sceglie la Ducati per il team ufficiale, al fianco di un Loris Capirossi che aveva già mostrato ciò che la Desmo era in grado di fare. Ma con l’australiano in sella, le cose cambiano ancor più velocemente per la scuderia di Borgo Panigale, che compie il definitivo salto di qualità. Lo stile di guida al limite del numero 27 e la prestanza della Rossa in termini di velocità di punta consente a Stoner di andare come il vento in quasi tutti i circuiti del Motomondiale.

E così arriva, al primo tentativo, il titolo iridato, che è rimasto anche l’ultimo in casa Ducati. Per tre anni consecutivi Casey è lì per giocarsela, ma ogni volta c’era qualcuno più bravo (e anche più fortunato) di lui. Finché nel 2011 non arriva l’occasione della vita, ovvero la Honda ufficiale. Una chance da prendere al volo e che l’aussie sfrutta nel migliore dei modi. Anche in questo caso arriva il titolo mondiale al primo tentativo, al termine di una stagione magica.

L’annata successiva è quella forse più difficile per Stoner. Se non altro perché è quella al termine della quale annuncerà il ritiro. In ogni caso arriverà terzo in classifica e si congederà comunque bene dal mondo delle due ruote. Più volte c’è stato uno spiraglio per un clamoroso ritorno sulla scena. Ma i tempi ormai sono cambiati, e la MotoGP di adesso non vedrebbe più brillare uno dei piloti più pazzi di sempre.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca

Sommario
Casey Stoner, l’arte di superare la tecnologia
Titolo
Casey Stoner, l’arte di superare la tecnologia
Descrizione
Casey Stoner è stato capace di vincere due mondiali di classe MotoGP, ma resterà nei cuori di tutti per la sua capacità di andare oltre i limiti umani.
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