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Steven Bradbury torna sul suo colpaccio: “Ho deciso io di distaccarmi”

Fonte immagine: Instagram

La clamorosa vittoria ottenuta da Steven Bradbury alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City è una delle storie più incredibili nella storia dello sport. La disciplina è lo short track, le gare di pattinaggio su ghiaccio attorno a un ovale per un chilometro che, se percorso nel migliore dei modi, può consegnarti alla storia della disciplina e degli sport invernali in generale.

Il pattinatore australiano vinse una delle gare più incredibili della storia di questa disciplina, e a distanza di ben diciotto anni è tornato a parlarne. Bradbury ha rivendicato il merito di quella medaglia d’oro arrivata un po’ per caso, sostenendo che il fatto di restare così staccato dai suoi rivali, fin dalla prima gara, era in realtà il frutto di una strategia.

A Salt Lake City ho corso con esperienza e giudizio – ha dichiarato Bradbury – , sapendo di essere il pattinatore più anziano tra quelli in gara. Allora feci un piano in cui decisi di restare dietro a monitorare la situazione, in attesa. Sapevo che gli altri concorrenti avrebbero fatto di tutto pur di vincere. Specialmente in finale in cui ci si gioca le medaglie“.

Dunque non si trattò di manifesta inferiorità, ma semplicemente di un piano ben studiato. Un piano che gli ha portato la gloria eterna nel suo sport: “Sapevo che avrebbero potuto anche darsi fastidio e scontrarsi all’ultima curva. Sarebbe bastato che uno dei tre avversari andasse a terra per portare a casa almeno un bronzo. Di certo non avrei mai pensato che restando così distaccato dagli altri sarei arrivato a vincere addirittura un oro“.

Fonte immagine: Instagram

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Francesco Cammuca