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Fognini condannato, ma con riserva: “Non ho fatto niente”

La rabbia del tennista ligure

fognini
Fonte immagine: Twitter

Purtroppo è successo un’altra volta, ma questa volta la sanzione è stata pesante. Anzi, la più pesante in assoluto. Fabio Fognini è stato squalificato e quindi costretto a lasciare il torneo di Barcellona, nel bel mezzo della sfida contro il padrone di casa Zapata Miralles. L’andamento della partita in realtà potrebbe suggerire un po’ di nervosismo nel tennista di Arma di Taggia, uno dei migliori nel panorama nazionale e internazionale.

Il giovane spagnolo, proveniente dalle qualificazioni, aveva vinto con estrema facilità il primo set rifilando a Fognini un pesante 6-0. Nel secondo set l’azzurro era riuscito a rimontare dallo 0-3 al 4-3, dimostrando di aver messo alle spalle il momento buio. Ma quando Zapata Miralles aveva recuperato il break di ritardo, è avvenuto il fattaccio. Fabio è stato prima fermato e poi squalificato, tra la sua enorme incredulità.

“Non ho fatto niente”

Già al momento di lasciare il campo Fognini ha urlato “Non ho fatto niente” indicando con ironia il giudice di sedia che lo ha accusato. Poi, nella conferenza stampa avvenuta sul posto, ha ribadito la sua innocenza: “Sono molto triste per quello che è successo oggi in campo. In passato ho fatto cose brutte in campo ma oggi ero molto calmo. Oggi stavo perdendo 6-0 3-0 e non avevo detto quasi nulla, in maniera quasi sorprendente. Sono sorpreso dell’ATP, dal supervisor, quello che mi hanno fatto oggi è stato inspiegabile e posso garantire che andrò in fondo alla faccenda. Oggi ho pagato per qualcosa che non ho fatto. Non stavo nemmeno parlando. È la prima volta che mi succede in carriera”.

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Fognini ha fatto capire che, una volta tanto, la sua fama è stata decisiva ai fini dei fatti accaduti in campo: “Ero qui per giocare a tennis, dopo una bella settimana a Montecarlo. Avevo voglia di continuare a lottare contro un avversario che mi stava prendendo a pallate. Soffrivo come un cane. Non ho insultato nessuno – certamente quando sono inca***to, come oggi, le parolacce volano, come volano a tanti altri. Ma oggi evidentemente me l’hanno voluta far pagare. Potevano darmi un penalty point, come mi è capitato tante altre volte, ma mi hanno tolto la possibilità di giocare”.

Qualcuno potrebbe anche pensare male, considerando che si giocava in Spagna contro uno spagnolo. Ma non è il momento di fare dietrologia.

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