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Squalifica Iannone: carriera finita per il pilota abruzzese?

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Fonte immagine: Instagram

Quando si parla di Andrea Iannone in questi ultimi anni, il suo nome viene ricordato più che altro per le copertine patinate delle riviste di gossip, perennemente immortalato in pose con la bella di turno: dalla prorompente storia con Belen a quella più in sordina con la De Lellis.

L’ex pilota Ducati (o dovrei dire forse ormai ex pilota e basta), si è fatto insomma notare più per le sue vittorie (poi trasformate in debacle) amorose che non in quelle sulla sua amata due ruote. E ora che l’ultima sentenza in appello ha stabilito la sua squalifica di quattro anni, sarà ancora più difficile rivederlo in pista.

La carriera di Andrea Iannone

Facciamo un passo indietro, perchè il pilota abruzzese già da tempo batteva i circuiti del motomondiale, in una lunga gavetta nelle serie minori da giovane, prima del grande passo in MotoGP sulla Ducati nel 2013, per la verità senza grandi sussulti (un ottavo posto come miglior risultato).

Nel 2015 invece sembra essersi finalmente adattato alla moto e pur senza arrivare mai oltre il terzo posto, disputa un buon mondiale chiudendo in quinta posizione come primo pilota dietro il dominio di Yamaha e Honda, nella stagione che invece ha visto il duello terribile tra Rossi e Lorenzo.

Sembra l’inizio di una bella storia per Iannone, che l’anno successivo tra mille problemi, ritiri in pista e infortuni di vario genere, coglie la sua prima (e unica vittoria) in MotoGP oltre a un paio di podi importanti. Troppi errori però che non valgono la conferma in casa Ducati.

Da lì si va solo a scendere. Due stagioni con ben poche luci in Suzuki, poi il passaggio in Aprila e l’arrivo della squalifica per doping a fine 2019.

La sentenza per il doping

Durante i controlli antidoping a Sepang infatti (è il 3 novembre del 2019), Iannone viene trovato positivo al “drostanolone” (sostanza vietata dal codice) e viene quindi automaticamente squalificato in attesa del processo sportivo.

Da quel momento succede praticamente di tutto, tra colpi di scena e contro richieste (si parlava di carne contaminata assunta da Iannone in maniera inconsapevole, oltre a errori di valutazione scientifica). Ma nonostante tutte le controprove presentate dai suoi legali, anche l’ultimo appello al Tas ha dato non solo esito negativo, ma la pena è stata addirittura inasprita a 4 Anni di squalifica.

A 31 anni suonati, Andrea Iannone dovrà quindi aspettare fino ai 35 almeno prima di poter tornare in pista da professionista. Certo i grandi campioni dello sport stanno dimostrando come non sia un’età particolarmente proibitiva per rimanere ad alti livelli, ma dopo una sentenza del genere, sarà davvero molto difficile rivedere Andrea su una moto.

La sua prima e più grande passione sembra quindi essergli ormai preclusa. Resta da vedere su quale copertina di gossip finirà ora.

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