in

Sport e pressione psicologia: il caso di Maria Sharapova.

Anche i giganti del mondo dello sport possono cedere.

Fonte imagine: Profilo Instagram @mariasharapova

Della pressione psicologica che invade il mondo dello sport, ormai se ne parla spesso: sono molti infatti, gli atleti che denunciano in qualche modo quello che è il loro modo negativo e stressante di sentirsi durante lo svolgimento di una performance sportiva.

Il dover essere sempre al top, il non dover sbagliare mai, le aspettative che gli altri ripongono su di te, sono cose che a lungo andare ti disintegrano e molto spesso qualcuno ha bisogno di una pausa o addirittura di uno stop totale.

Questo è anche il caso di Maria Sharapova, la tennista ex numero uno del mondo che ad un certo punto ha deciso di abbandonare il mondo del tennis.

Le sarà venuto mal di testa con tutte quelle urla? No, la questione è un po’ più seria.

Tra i motivi che l’hanno portata ad abbandonare c’è anche un match contro Monica Seles, in cui perse 6-0, 6-1: quella fu una partita chiave della sua carriera, poiché già da lì ebbe un crollo emotivo che le fece capire l’importanza dell’aspetto mentale, considerandolo il più importante per la longevità della carriera di uno sportivo, infatti afferma: “mi ritengo fortunata che nel tennis l’80% delle vittorie dipende dalla tua mentalità, fosse stato diverso non avrei mai ottenuto tutti questi successi, avevo buoni colpi, molta forza, ma la maggior parte delle vittorie le ho ottenute grazie alla mente”. 

Ma adesso quella mente è stanca e per questo ha abbandonato il tennis, perché non c’era psicologicamente. A questo si aggiunge anche il desiderio di un cambiamento, di una famiglia, il volersi dedicare di più alla sua azienda “Sugarpova” che produce dolci a livello mondiale.

Un nuovo inizio che segna la fine di un’era.

Se volete seguire altre notizie sul mondo dello Sport cliccate QUI.

Fonte imagine: Profilo Instagram @mariasharapova