in

Sonego, il “normal one” del tennis azzurro

sonego_vienna_Djokovic
Fonte immagine: Wikipedia Commons

La settimana appena trascorsa ha regalato al tennis italiano l’ennesimo exploit di questo 2020 comunque importante per i nostri colori. In una stagione strana, in cui i nostri principali portacolori – Matteo Berrettini e Fabio Fognini – non stanno riuscendo a sfoderare le loro giornate migliori, ci stiamo comunque godendo una bella stagione. E questa volta, a regalarsi e regalarci una grande settimana ci ha pensato Lorenzo Sonego.

Tennista torinese dalle ottime doti atletiche e dai colpi molto pesanti, Sonego è stato capace di sfiorare il secondo trionfo in carriera, dopo quello ottenuto sulla terra rossa di Antalya, in Turchia. Questa volta ci spostiamo a Vienna, dove Lorenzo si è spinto fino alla finale dopo aver ottenuto uno scalpo importante, anzi il più importante di tutti. Novak Djokovic, forse scarico dopo aver ottenuto la matematica certezza del primo posto fino a fine stagione, ha ceduto al nostro portacolori.

Ode alla normalità

Lorenzo Sonego ha mostrato doti che in pochi, finora, gli avevano riconosciuto. Se non altro perché questo è un periodo particolarmente florido per il nostro tennis. Avere due giocatori stabilmente tra i primi 15 al mondo, oltre a due autentici astri nascenti come Sinner e Musetti, tolgono un po’ i riflettori (e la pressione) di dosso a Sonego. Il quale comunque sta portando avanti una onesta carriera, che lo porta alla 32esima posizione del ranking mondiale.

Stando così le cose, Lorenzo potrebbe addirittura essere testa di serie ai prossimi Australian Open. Un risultato molto importante per uno dei giocatori più sottovalutati nel campionario italiano. Una vera e propria ode alla normalità, alla capacità di far parlare il suo tennis piuttosto che altre cose che con lo sport hanno poco a che fare. Ora, la speranza è che l’Italia – non solo quella del tennis – si accorga di avere il suo “normal one”.

Se volete seguire altre notizie sul mondo dello Sport cliccate QUI.

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca