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Sneijder shock: “Quando ero al Real Madrid ero sempre ubriaco”

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Wesley Sneijder è un giocatore che ha saputo farsi amare soprattutto nel nostro campionato. Con la maglia dell’Inter, nella magica stagione 2009/2010, è stato capace di vincere tutto. È il fantasista olandese uno degli eroi del famigerato Triplete, messo a segno dalla formazione nerazzurra con i trionfi in campionato, coppa Italia e Champions League.

Ma la sua carriera non è stata costellata solo da trionfi memorabili. Prima di approdare a Milano, alla corte di Josè Mourinho, Sneijder è stato uno dei talenti incompiuti di casa Real Madrid, nell’era successiva a quella dei Galacticos. Affiancato dai connazionali van der Vaart e Robben, il futuro interista non è riuscito a vincere ciò che ci si aspettava con addosso la camiseta blanca.

E nella sua autobiografia prossima all’uscita, Sneijder ricorda del periodo in Spagna soprattutto ciò che accadeva fuori dal campo. “Non ero consapevole del fatto che trasferirmi al Real significava anche trasferirmi nella vita notturna di Madrid e ne sono stato risucchiato. Ero giovane, mi stavo godendo il successo e adoravo tutta quell’attenzione. È lì che le cose hanno cominciato ad andare storto nella mia vita”.

Nel corso del suo racconto il fantasista olandese, finalista dei Mondiali 2010 con la sua Nazionale, ha ammesso che giocare per il Real gli ha anche consentito di non essere “beccato” ogni volta in cui era su di giri. “Non facevo uso di droghe – svela – , ma bevevo parecchio ed essendo una delle stelle del Real Madrid, conducevo una vita spericolata, ma tutto quello che facevo veniva coperto, anche quando ero completamente ubriaco e mi trascinavo per le strade, spendendo migliaia di euro per pagare da bere a tutti in ogni locale. Ero un debole e non facevo resistenza, lasciando che le persone mi trattassero come una star”.

E dire che i compagni di squadra, specialmente i connazionali tra cui un Ruud van Nistelrooy sul viale del tramonto, gli sono stati vicino. Ma Sneijder si rifugiava sempre nell’alcool: “Non mi rendevo conto che la mia migliore amica era la bottiglia di vodka e me lo hanno fatto capire gli altri. Ruud van Nistelrooy e così pure Arjen Robben mi martellavano, dicendomi di darmi una regolata o non avrei resistito a lungo continuando di questo passo”.

Da qui è arrivato il suo passaggio all’Inter nell’estate del 2010. Ma prima era necessario ripulirsi il fisico e soprattutto l’immagine. Il tutto passando dalla bella Yolanthe Cabau, la sua seconda moglie: “Quando mi sono ripulito, ho confessato tutto a Yolanthe, la mia seconda moglie, e adesso soffro perché lei vive negli Stati Uniti. Era la donna dei miei sogni, ma l’ho persa perché ho rovinato tutto”. Wesley e Yolanthe, infatti, non stanno più insieme a causa del vizietto del numero 10 più amato dagli interisti.

Fonte immagine: Wikipedia Commons

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Francesco Cammuca