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Sir Alex Ferguson e i suoi phon: “Li facevo per un’ottima ragione”

Lo scozzese era noto per le sue sfuriate

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Fonte immagine: Twitter

L’ultimo vero grande condottiero nella storia del Manchester United è senza dubbio Sir Alex Ferguson. Attualmente i Red Devils stanno vivendo una grande stagione visto che, al netto della eliminazione dalla Champions League, sono in piena corsa per vincere la Premier League. La squadra allenata da Ole Gunnar Solskjaer è reduce dal pareggio a reti bianche nello scontro diretto contro il Liverpool.

In ogni caso, i tifosi dello United fanno fatica a sognare di ripetere i fasti grandiosi vissuti con la squadra guidata dal leggendario manager scozzese. In quegli anni la formazione di Old Trafford fu capace di dominare a più riprese, in patria e nel resto del mondo. Resteranno nella storia le due Coppe dei Campioni e i tanti titoli nazionali e internazionali conquistati sotto la guida di Sir Alex Ferguson.

Una vera routine

Ma il manager scozzese è diventato famoso in giro per il mondo anche per quello che accadeva all’interno dello spogliatoio del Manchester United. Si parla tanto anche dei suoi proverbiali “phon”, ovvero le sfuriate che Ferguson era solito adoperare negli spogliatoi. Il nome deriva dal fatto che le urla di Sir Alex erano così forti da scatenare quasi un vento che ricorda quello prodotto dagli asciugacapelli.

L’ex manager dei Red Devils è tornato a parlarne in questi giorni, interpellato dai colleghi del tabloid britannico The Sun. E dopo qualche anno riesce quasi a scherzarci sopra: “Riguardo il fatto che io perdessi le staffe, lo facevo sempre per un’ottima ragione. Una delle quali era ricordare ai calciatori le aspettative che porta indossare la maglia del Manchester United. Dicevo sempre loro la verità, ma non ne abbiamo mai parlato dopo le partite. Finiva tutto nello spogliatoio e io mi aspettavo che andasse così”.

Il rapporto con Ronaldo

Uno dei giocatori più forti che Sir Alex Ferguson abbia mai allenato risponde al nome di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese è stato fortemente voluto dal manager scozzese quando era ancora una promettente ala dello Sporting Lisbona. Lo ha svezzato e lo ha cresciuto, fino a portarlo a livelli di eccellenza.

Ma nemmeno un campione del calibro di CR7 è sfuggito ai phon di Sir Alex. Ed è lo stesso manager a parlare proprio del rapporto instaurato con il giocatore lusitano, attualmente alla Juventus: “Di tanto in tanto qualcosa veniva fuori, ma quello che mi interessava era che i calciatori capissero quello che io mi aspettavo da loro, sia in panchina che in partita. Dovevano sapere che tutti quanti ci aspettavamo i tre punti”.

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Fonte immagine: Twitter

Francesco Cammuca