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Jannik Sinner è un predestinato

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Fonte immagine: twimg

Lo abbiamo sempre pensato, fin dal primo momento in cui ha calcato i più importanti palcoscenici del tennis mondiale. Lo abbiamo pensato dopo la sua prima grande affermazione, in quell’evento Next Gen giocato a Milano contro i migliori giovani giocatori in circolazione. E lo abbiamo pensato anche all’inizio del 2020, quando i risultati non arrivavano e si storcevano i primi nasi. Ma ora possiamo dirlo definitivamente: Jannik Sinner è un predestinato.

Non è solo un predestinato del tennis, ma lo è dello sport in generale. Riuscire a essere così performanti, così talentuosi e così forti mentalmente e fisicamente all’età di 19 anni, che nonostante i tempi che cambiano è ancora una tenera età, non è per tutti. Anzi, è davvero per pochi. E ce ne siamo accorti dopo averlo visto con in mano il suo primo trofeo ATP della sua carriera. Di certo non sarà l’ultimo, ma il primo è sempre il più bello.

Solido come pochissimi

Un ragazzo misurato e con la testa sulle spalle, complice la formazione tipica degli atleti e in generale degli uomini che arrivano dall’Alto Adige, la terra che gli ha dato i natali. Ma anche un grande merito nel suo allenatore, Riccardo Piatti, l’uomo a cui si deve la crescita smisurata dello Jannik Sinner tennista. Un giocatore dal talento esponenziale, ma che ha imparato a stare bene in campo in qualsiasi momento grazie soprattutto al suo coach.

E la vittoria di Sofia è stata la ciliegina sulla torta di un biennio sempre sulla cresta dell’onda. Il primo trionfo nei tornei del circuito Challenger, la crescita a livello “maggiore”, il trionfo milanese nella finale contro De Minaur, la crescita non senza errori e non senza problemi in un 2020 che è stato duro e difficile per tutti. Ma soprattutto il finale di questo anno stranissimo è stato molto dolce, che ci siamo accorti dalle immagini e dai risultati che arrivano dalla capitale bulgara.

Il bello deve ancora venire

Jannik Sinner inizierà la stagione 2021 tra i primi 34 giocatori del mondo. Ce ne sono centinaia alle sue spalle, ce ne sono sempre meno davanti a lui. E soprattutto, ce ne sono davvero pochissimi al suo livello, ora come ora. Basti pensare che senza la regola (corretta) che l’ATP ha imposto sul ranking, ovvero senza il timore di perdere punti per chi non può giocare, Jannik Sinner sarebbe il numero 20 al mondo. Niente male davvero.

Ma ora è giusto pensare al futuro. Intanto bisogna riposare un po’, perché gli ultimi 3 mesi del 2020 sono stati stressanti, ricchi di soddisfazioni ma anche con tanti chilometri sulle gambe e nel fisico. Si tira il fiato per qualche settimana, si programma la prossima stagione e poi si torna in campo. Per proseguire un cammino che è già bellissimo così, ma che può diventare ancora migliore. Perché lo dicono in tanti, ma lo pensano tutti: Jannik Sinner è un predestinato.

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Francesco Cammuca