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Lo sfogo di Conte fa rumore: il tecnico ha ragione?

Fonte immagine: Flickr

Il campionato si è concluso, l’Inter ha migliorato sia il piazzamento sia il numero di punti rispetto agli ultimi campionati, ma qualcuno chiaramente non è contento. Non è bastato ottenere il maggior numero di punti dall’anno magico in cui i nerazzurri hanno portato a casa il Triplete, ormai 10 anni fa. In casa interista l’aria sembra essere particolarmente pesante. Ed è in questo contesto che si calano le parole avvelenate e infuocate che Antonio Conte ha pronunciato dagli spogliatoi dello stadio di Bergamo.

Una partita importante anche sul piano dell’umore, visto che l’Inter ha battuto un’Atalanta che sembrava inarrestabile a un certo punto della ripresa post-lockdown. Alla fine, una rete di D’Ambrosio in avvio di gara e una di Young a metà primo tempo hanno consentito ai nerazzurri di portare a casa il successo che ha consentito di sigillare il secondo posto in classifica. Un piazzamento che i nerazzurri non raggiungevano dal 2011, ma che non va giù a Conte.

Il tecnico pugliese ha parlato chiaramente di una squadra lasciata praticamente da sola dalla dirigenza, con un presidente come Steven Zhang che ha trascorso più tempo in Cina che non al fianco di giocatori e staff tecnico. C’è da dire che il patron interista non è ancora tornato in Italia da quando è scoppiata l’epidemia di Covid, mentre prima dell’emergenza sanitaria è stato spesso a Milano. Ma la sensazione è che al centro della sfuriata di Conte non ci fosse solo il numero uno del club.

Su una cosa in particolare, Antonio Conte ha comunque ragione. Parliamo del fatto che spesso e volentieri, l’Inter è stata al centro di polemiche sterili che hanno fatto passare in secondo piano un buon andamento in campionato. I continui confronti con il passato, il recente caso Eriksen con il suo utilizzo centellinato dal tecnico per consentirgli il pieno inserimento negli schemi e la situazione di Lautaro Martinez, dato in pasto al Barcellona un giorno sì e l’altro pure: tutti casi in cui la dirigenza non ha fatto molto per “proteggere” squadra e tecnico.

Si possono fare tanti discorsi in merito ai tempi e ai toni con cui Antonio Conte ha deciso di far partire questo attacco nei confronti della dirigenza. E anche la frase relativa alla continua salita e discesa da un fantomatico carro, fa riferimento proprio alla gestione del club di un’annata che, in caso di prematura uscita dall’Europa League, potrebbe essere definita in ogni caso fallimentare. Anche perché bisogna considerare una eliminazione dalla Champions League in un girone che poteva essere tranquillamente superato.

In ogni caso, anche la tifoseria interista è spaccata. Da una parte c’è chi dà ragione incondizionata a Conte e vede questo sfogo come un modo per spronare la dirigenza a fare di meglio, soprattutto sul piano diplomatico e dell’appoggio a squadra e tecnico. Dall’altra parte ci sono quelli che non dimenticano il passato juventino di Conte e dunque ritengano che certe sfuriate danneggino l’immagine del club, a vantaggio degli acerrimi e storici rivali.

E potrebbe non essere finita qui…

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Francesco Cammuca