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Serie A: Una sosta benedetta per tutti…o quasi

Comanda l’Inter, il Milan tiene il passo, arrancano Napoli e Atalanta con la Juve che pian piano si rifà sotto. E alla ripresa saranno botti veri…

Fonte immagine: Pagina Facebook Inter

Per qualcuno è quasi un dispiacere. Altri invece accolgono questa sosta natalizia come una benedizione. Al giro di boa del campionato quasi tutte le big del nostro campionato arrivano col fiatone dopo un interminabile periodo in cui si è giocato senza soluzione di continuità. E’ il momento di fare un primo bilancio di ciò che è accaduto e soprattutto di ciò che ci attende alla ripresa del campionato.

 

La regina resta l’Inter

Se dovessimo valutare il percorso delle ultime 7 giornate potremmo già consegnare la seconda stella ai nerazzurri. I numeri lo dicono chiaramente. La squadra di Inzaghi ha alzato il ritmo in maniera vertiginosa e non ha lasciato nulla agli avversari. 14 punti recuperati al Napoli, 11 al Milan, 7 vittorie di fila, l’ultimo gol subito che risale addirittura al match con il Napoli, più di un mese fa. Il calendario ha reso (in parte) più agevole questo filotto ma la sensazione forte è che l’Inter abbia cambiato passo. Questa mini fuga è figlia di una rosa completa nella quale sono tutti protagonisti e le (poche) defezioni non hanno minimamente scalfito una marcia che al momento pare inarrestabile. Pare, appunto.

Al rientro infatti, Calhanoglu e compagni avranno il loro bel da fare visto che dovranno giocare la bellezza di 6 partite in 16 giorni, Coppa Italia e Supercoppa comprese. Per non parlare del mese di Febbraio dove li attende il derby, poi il Napoli al “Maradona” e soprattutto l’ottavo di Champions col Liverpool. Un tour de force impressionante che segnerà in maniera quasi inequivocabile il destino di questa stagione.

 

La resistenza rossonera

Più o meno a ridosso dei nerazzurri resta il Milan che rialza la testa dopo aver smarrito, nell’ultimo mese, molte delle sue certezze. La sconfitta interna col Napoli non ha portato ripercussioni anche perché Pioli ha avuto l’intuizione di spostare Kessie sulla trequarti e ha ottenuto dividendi interessanti. Una vittoria meno semplice di quanto non dica il punteggio finale visto che Bajrami ha fatto tremare i rossoneri colpendo una clamorosa traversa sul punteggio di 1 a 2 che avrebbe sancito il pareggio dei toscani (che restano una splendida realtà del nostro campionato). A questo punto sarà fondamentale per il Milan recuperare i lungodegenti (Leao e Rebic su tutti) e intervenire sul mercato per coprire qualche lacuna, una delle quali verrà generata dalla partenza di alcuni elementi fondamentali per la Coppa d’Africa.

 

Non ci sono certezze

L’elemento che rende appassionante questo campionato è che ogni giornata succede tutto il contrario di tutto. L’ho già scritto e mi trovo costretto a ripetermi, mio malgrado. Fino a 20 giorni fa sembrava tutto scritto, con le quattro contendenti (le due milanesi, Napoli e Atalanta) una spanna sopra le altre a livello di gioco, ritmo e qualità. E invece capita che il Napoli si faccia soggiogare dallo Spezia in casa, perdendo senza subire un solo tiro nello specchio della porta e l’Atalanta non vada oltre lo 0a0 contro un Genoa combattivo ma qualitativamente mediocre. Punti pesantissimi lasciati per strada in una stagione dove ogni passo falso viene pagato il doppio. E se per i partenopei vale l’alibi delle assenze (ma fino ad un certo punto) , alla Dea vengono le vertigini non appena si avvicina la testa della classifica e viene da pensare che la sconfitta con la Roma abbia lasciato scorie soprattutto mentali.

Nel girone di ritorno sarà quindi opportuno guardarsi alle spalle perché potrebbe accadere ciò che sembrava impensabile fino a poche settimane fa. La Juventus, con 6 vittorie nelle ultime 8 giornate  ha ridotto il gap dal quarto posto, distante solo 4 punti e pur non esprimendo un calcio da stropicciarsi gli occhi è sempre lì in agguato, con un Bernardeschi in più, capace di trascinare i bianconeri in mancanza di Dybala e Chiesa, gli indiscutibili leader tecnici di Allegri. Difficile che possa rientrare in corsa per il titolo, più verosimile che fino alla fine possa contendere un posto in Champions a chi sembrava aver già chiuso i conti a novembre.

Per qualcuno è quasi un dispiacere. Altri invece accolgono questa sosta natalizia come una benedizione. Al giro di boa del campionato quasi tutte le big del nostro campionato arrivano col fiatone dopo un interminabile periodo in cui si è giocato senza soluzione di continuità. E’ il momento di fare un primo bilancio di ciò che è accaduto e soprattutto di ciò che ci attende alla ripresa del campionato.

 

La regina resta l’Inter

Se dovessimo valutare il percorso delle ultime 7 giornate potremmo già consegnare la seconda stella ai nerazzurri. I numeri lo dicono chiaramente. La squadra di Inzaghi ha alzato il ritmo in maniera vertiginosa e non ha lasciato nulla agli avversari. 14 punti recuperati al Napoli, 11 al Milan, 7 vittorie di fila, l’ultimo gol subito che risale addirittura al match con il Napoli, più di un mese fa. Il calendario ha reso (in parte) più agevole questo filotto ma la sensazione forte è che l’Inter abbia cambiato passo. Questa mini fuga è figlia di una rosa completa nella quale sono tutti protagonisti e le (poche) defezioni non hanno minimamente scalfito una marcia che al momento pare inarrestabile. Pare, appunto.

Al rientro infatti, Calhanoglu e compagni avranno il loro bel da fare visto che dovranno giocare la bellezza di 6 partite in 16 giorni, Coppa Italia e Supercoppa comprese. Per non parlare del mese di Febbraio dove li attende il derby, poi il Napoli al “Maradona” e soprattutto l’ottavo di Champions col Liverpool. Un tour de force impressionante che segnerà in maniera quasi inequivocabile il destino di questa stagione.

 

La resistenza rossonera

Più o meno a ridosso dei nerazzurri resta il Milan che rialza la testa dopo aver smarrito, nell’ultimo mese, molte delle sue certezze. La sconfitta interna col Napoli non ha portato ripercussioni anche perché Pioli ha avuto l’intuizione di spostare Kessie sulla trequarti e ha ottenuto dividendi interessanti. Una vittoria meno semplice di quanto non dica il punteggio finale visto che Bajrami ha fatto tremare i rossoneri colpendo una clamorosa traversa sul punteggio di 1 a 2 che avrebbe sancito il pareggio dei toscani (che restano una splendida realtà del nostro campionato). A questo punto sarà fondamentale per il Milan recuperare i lungodegenti (Leao e Rebic su tutti) e intervenire sul mercato per coprire qualche lacuna, una delle quali verrà generata dalla partenza di alcuni elementi fondamentali per la Coppa d’Africa.

 

Non ci sono certezze

L’elemento che rende appassionante questo campionato è che ogni giornata succede tutto il contrario di tutto. L’ho già scritto e mi trovo costretto a ripetermi, mio malgrado. Fino a 20 giorni fa sembrava tutto scritto, con le quattro contendenti (le due milanesi, Napoli e Atalanta) una spanna sopra le altre a livello di gioco, ritmo e qualità. E invece capita che il Napoli si faccia soggiogare dallo Spezia in casa, perdendo senza subire un solo tiro nello specchio della porta e l’Atalanta non vada oltre lo 0a0 contro un Genoa combattivo ma qualitativamente mediocre. Punti pesantissimi lasciati per strada in una stagione dove ogni passo falso viene pagato il doppio. E se per i partenopei vale l’alibi delle assenze (ma fino ad un certo punto) , alla Dea vengono le vertigini non appena si avvicina la testa della classifica e viene da pensare che la sconfitta con la Roma abbia lasciato scorie soprattutto mentali.

Nel girone di ritorno sarà quindi opportuno guardarsi alle spalle perché potrebbe accadere ciò che sembrava impensabile fino a poche settimane fa. La Juventus, con 6 vittorie nelle ultime 8 giornate  ha ridotto il gap dal quarto posto, distante solo 4 punti e pur non esprimendo un calcio da stropicciarsi gli occhi è sempre lì in agguato, con un Bernardeschi in più, capace di trascinare i bianconeri in mancanza di Dybala e Chiesa, gli indiscutibili leader tecnici di Allegri. Difficile che possa rientrare in corsa per il titolo, più verosimile che fino alla fine possa contendere un posto in Champions a chi sembrava aver già chiuso i conti a novembre.

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Fonte immagine: Pagina Facebook Inter