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Serie A: Morata illude, Rebic impatta e l’Inter se la ride…

La Juventus non sa più vincere e il distacco rimane di 8 punti dalla coppia in vetta. In attesa del Napoli.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @max_allegri_official

Spesso accade che gli insuccessi possano contribuire a far perdere convinzione e forza, soprattutto a livello mentale. Le gambe non girano e quando vedi che il traguardo si avvicina, il fiato si fa corto e subentrano timori e paure. E’ esattamente ciò che sta succedendo alla Juventus in questo avvio di campionato in cui i bianconeri per ben 3 volte si sono trovati in vantaggio e sono sempre stati rimontati. Era già successo a Udine (da 0-2 a 2-2), a Napoli, addirittura perdendo per 2 a 1 dopo il vantaggio iniziale di Morata. E sarebbe successo anche stasera se Szczesny non si fosse ricordato di essere un grande portiere compiendo un prodigioso intervento su tiro di Kalulu a pochissimi minuti dal termine.

Segnali incoraggianti

La classifica è meglio non guardarla in questo momento, Allegri lo sa e mette in campo la migliore formazione possibile che per almeno 60 minuti tiene in scacco il Milan, incapace così come a Liverpool, di reagire al ritmo imposto dagli avversari nonostante un buon Tonali a centrocampo e il solito effervescente Brahim Diaz tra le linee. La Juventus non dà punti di riferimento, sfrutta i movimenti della coppia Morata/Dybala, le sgroppate di Alex Sandro ma ha la colpa – e non è una cosa da poco – di non azzannare il match, vivacchia tenendo il baricentro basso e lascia il pallino agli uomini di Pioli che pian piano crescono. Non creano grosse occasioni e forse non danno la sensazione di essere particolarmente pericolosi ma sono lì, in partita. E a un quarto d’ora dalla fine lo stacco di Rebic su calcio d’angolo consegna il pareggio ai rossoneri. I cambi di Allegri, tra cui il rientrante Chiesa, non sortiscono effetti sperati e va in archivio un pareggio che fa sicuramente più comodo agli ospiti, giunti a Torino con un elevato numero di defezioni. Il tecnico livornese avrà molto da lavorare nelle prossime settimane, prima di tutto sulla testa dei suoi, perchè lasciare l’iniziativa all’avversario è un rischio che la Juventus non può davvero concedersi.

Per scacciare le paure

La settimana appena conclusa non è stata delle migliori in casa Inter. Il pareggio di Genova e la sconfitta interna col Real Madrid avevano creato qualche malumore ma la banda di Inzaghi ha risposto alla grande, travolgendo il Bologna con un 6 a 1 che non ammette repliche anzi candida una volta di più i nerazzurri ad essere la favorita per la vittoria dello Scudetto. Risultato praticamente mai in discussione nel tardo pomeriggio di sabato, nonostante la panchina iniziale di Dzeko, il guaio fisico di Correa e la grande occasione di Soriano sventata da Handanovic con un intervento a mano aperta.

Il monologo nerazzurro ha coinvolto parecchi interpreti, su tutti Dumfries, Lautaro Martinez e Skriniar ma nel secondo tempo hanno partecipato alla festa anche Dzeko con una doppietta e Vecino. Inzaghi sa di poter contare su una rosa di tutto rispetto e per il momento i fatti gli danno ragione. Primo posto in classifica e attacco da quasi 4 gol a partita in media. Un buon viatico.

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Romane col fiatone

Possiamo affermare senza timore di essere smentiti che nel tardo pomeriggio di domenica non si è annoiato davvero nessuno. Lazio-Cagliari e Verona-Roma hanno regalato spettacolo, gol ed emozioni fino all’ultimo secondo. I biancocelesti dello squalificato Sarri proseguono il momento di down pareggiando in rimonta contro il Cagliari del neo arrivato Mazzarri, dimostrando ancora una volta come il passaggio alla difesa a 4 non sia facile da assimilare. E infatti dopo il vantaggio di Immobile, la Lazio viene punita da Joao Pedro e Keita Balde, che affondano con estrema facilità nella retroguardia in cui Luiz Felipe vive una giornata da incubo. E’ Cataldi con un tiro all’incrocio a evitare il terzo ko consecutivo ma per Sarri i problemi restano irrisolti.

Non se la passa meglio la Roma di Mourinho che dopo una striscia di vittorie consecutive tra Campionato ed Europa perde al Bentegodi nonostante una perla assoluta di tacco di Pellegrini e dopo essere riuscita a pareggiare la contesa con l’autorete di Ilic. La decide Faraoni con un siluro sotto la traversa, il Verona trova i primi punti del suo campionato, dimostrazione che i cambi in panchina, pur essendo talvolta precipitosi, talvolta possono sortire effetti benefici.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @max_allegri_official

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