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Serie A: Lo Scudetto dei nervi saldi

E’ il campionato più folle di sempre. Delle prime sette non vince nessuno, a dodici giornate dalla fine trionfa l’imprevedibilità…

3 squadre in lotta per lo scudetto di Serie A
Fonte immagine: *Pagina Facebook U.S. Sassuolo

A Milano la definirebbero “la giornata del ciapanò”. Per chi non lo sapesse, nel dialetto meneghino è la capacità di non riuscire a cogliere un’occasione. E quale migliore espressione di questa  potrebbe racchiudere la giornata di Serie A appena conclusa? Sarà per la mancanza di abitudine alla vetta dei 3 allenatori (nessuno tra Pioli, Inzaghi e Spalletti ha mai vinto lo Scudetto), sarà per gli impegni europei che hanno tolto energie, sarà per qualche defezione cruciale, le prime della classe mostrano un fiatone inaspettato che rende la volata per il titolo ingarbugliata e quanto mai imprevedibile.

 

Danno limitato

 A conti fatti, il fine settimana del Milan non può essere derubricato in maniera negativa ma il rimpianto per ciò che doveva essere e non è stato resta a tutti gli effetti. Il margine sull’Inter sale a 2 punti (al netto del recupero di Bologna), quello sul Napoli resta invariato ma la prestazione di Salerno lascia diversi interrogativi sul valore di una squadra che non può concedersi certe distrazioni se vuole ambire a scucire il tricolore ai cugini. L’approccio con la sorprendente Salernitana di Nicola era stato positivo ma il gol di Messias arrivato dopo pochi minuti ha inconsciamente ingannato i rossoneri, convinti che il match fosse in discesa. Nulla di più sbagliato perché i granata ci hanno messo più testa e più cuore riuscendo a ribaltare con merito il match. La partita è progressivamente sfuggita di mano agli uomini di Pioli perché quando il cervello si disconnette come uno smartphone dalla rete wifi, per ritrovare segnale di tempo ne passa. Il Milan ne esce con un punticino che somiglia molto a una sconfitta ma i risultati delle rivali ne ridimensionano le nefaste conseguenze. Urge recuperare la bussola perché a specchiarsi eccessivamente nel proprio narcisismo si rischiano cadute irreparabili.

 

Nerazzurri col fiatone

 Serse Cosmi di recente ha raccontato: “Quando allenavo il Perugia guardavo il calendario e speravo di incontrare le big dopo gli impegni europei, i vantaggi erano notevoli”. Niente di più vero.

La squadra di Inzaghi, ancora tramortita dalla beffarda sconfitta col Liverpool, si trova di fronte uno dei peggiori avversari possibili. Il Sassuolo ha già fatto vittime eccellenti a domicilio, palleggia e verticalizza, non concede punti di riferimento e davanti ha qualità da vendere (nel vero senso della parola). Il primo tempo di Berardi e compagni è un manifesto di rara bellezza e l’Inter, orfana del suo metronomo Brozovic, sembra un pugile suonato. Non crolla ma non riesce a riaprire il match nemmeno nell’arrembante ripresa in cui crea tantissimo ma si espone alle ripartenze neroverdi. E arriva la terza sconfitta nelle ultime 4 partite nelle quali i gol segnati sono appena due. Sbandamento fisiologico o crisi preoccupante? Per i nerazzurri vale il discorso fatto col Milan, da adesso in poi ogni match sarà una battaglia e scendere in campo con l’idea di aver già vinto rischia di trasformarsi in un pericoloso autogol.

 

Aggrappati a Osimhen

La poderosa zuccata di Osimhen a 5′ dalla fine salva il Napoli da una pesante sconfitta ma non cancella, anche in questo caso, una prestazione parecchio deficitaria. Spalletti ha qualche alibi in più dato che la lista degli indisponibili si allunga di giorno in giorno e questa trasferta in Sardegna arriva in mezzo al doppio impegno col Barcellona. Di certo non la situazione ideale. Il tecnico toscano deve fare di necessità virtù ma alcune scelte hanno lasciato perplessi, depotenziare Zielinski facendolo giocare mediano ha reso ancora più sterile la fase offensiva in cui Petagna e Mertens giravano costantemente a vuoto. Il Cagliari dal canto suo ha dimostrato che la vittoria di Bergamo non è stata casuale e forse avrebbe meritato qualcosa in più se Baselli e Pereiro non avessero sciupato due occasioni colossali. Come detto nell’incipit ci ha pensato il buon Viktor a togliere le castagne dal fuoco e quello che all’inizio poteva sembrare un brutto risultato alla fine è un punto che consente ai partenopei di appaiare l’Inter e restare in scia del Milan, in attesa di tempi migliori.

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Fonte immagine: *Pagina Facebook U.S. Sassuolo