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Serie A: alla ricerca di un vero padrone

L’Inter si prende la testa della classifica e approfitta delle titubanze di Milan e Napoli. Ma l’Atalanta non molla, la lotta per il vertice è viva più che mai.

L'Inter si prende la testa della classifica di Serie A
Fonte immagine: *Pagina Facebook Hakan Calhanoglu

Scrollando la smartphone e leggendo le pagine social delle principali testate giornalistiche si ha una strana sensazione in questo lunedì di metà dicembre. All’improvviso, quello che sembrava un campionato entusiasmante ed equilibrato avrebbe preso una direzione ben precisa e quasi insovvertibile. Non è proprio così. Nelle ultime settimane Napoli, Milan e Inter si sono alternate in vetta alla classifica della Serie A con distacchi anche più ampi di quello attuale ma la percezione diffusa era totalmente diversa da quella attuale. Come se tutti aspettassero il crollo di rossoneri e partenopei per sancire la superiorità totale degli uomini di Simone Inzaghi.

 

Il cambio di marcia

E’ innegabile che dopo una prima fase di assestamento, l’Inter abbia innestato una marcia altissima  e dal derby in poi ha inanellato una striscia di cinque vittorie consecutive con 14 gol fatti e soli 2 subiti, dal Napoli. Rispetto al suo predecessore, Inzaghi ha dato alla sua squadra un’identità più consistente, soprattutto sul piano del gioco. I nerazzurri sanno comandare la manovra tenendo ritmi molto alti, verticalizzando spesso con le intuizioni e gli assist di Calhanoglu, sempre più al centro del progetto tecnico. E tutto questo mandando in rete tanti calciatori, tutti perfettamente coinvolti nell’idea di squadra. Dimostrazione che la rosa è ampia e molto forte ma che, come nella passata stagione non è stata colpita da infortuni pesanti che ne avrebbero limitato le scelte.

 

Più che un handicap

Le prime 12 giornate di campionato ci avevano raccontato un’altra storia. Milan e Napoli sembravano avviate ad un testa a testa entusiasmante avendo fino a 7 punti di vantaggio. Poi qualcosa è successo. Sia Pioli che Spalletti si sono ritrovati con le spalle al muro a causa di una serie infinita di guai fisici. Giocare 7 partite in 20 giorni con gli uomini contati sarebbe proibitivo per chiunque, a maggior ragione se gli indisponibili rispondono al nome di Kjaer, Calabria, Rebic e Leao da una parte, Koulibaly, Fabian Ruiz, Anguissa e Osimhen dall’altra. E adesso il calendario le pone di fronte in uno scontro a San Siro che promette scintille e va oltre l’aspetto tecnico. Uscirne indenni sarà fondamentale.

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Una dea…da paura

Non ha avuto un inizio di campionato facile, gli infortuni hanno colpito duramente anche la formazione di Gasperini togliendole linfa vitale sulle corsie esterne e solidità in difesa. Ma pian piano l’Atalanta si è rimessa in corsa e i numeri parlano chiaro. 8 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 10, 27 gol fatti e 11 subiti, pur avendo affrontato tra le altre Napoli, Lazio, Juventus e Verona. Dopo la sconfitta interna col Milan, Zapata e co. non hanno più sbagliato un colpo e si propongono, allo stato attuale delle cose, come la più accreditata rivale dell’Inter per lo Scudetto. Ma i campionati non si vincono a dicembre e da qui a maggio molte cose potrebbero succedere e le sorprese, ne siamo certi, non mancheranno.

 

Sorprese? No, grazie.

 A ridosso delle grandi, con idee di gioco semplici e incisive. Le due toscane terribili della Serie A fanno sul serio, guidate da due degli allenatori più capaci e meno pubblicizzati dell’intero campionato. Stiamo parlando di Italiano e Andreazzoli, protagonisti di una prima parte di stagione a dir poco entusiasmante e intenzionati a proseguire il cammino. La Viola è trascinata da un Vlahovic in versione Top player ma che in realtà rappresenta solo la punta dell’iceberg visto che manda in rete  un gran numero di calciatori, addirittura 11. L’Empoli è l’esempio lampante di come si possa fare un bel calcio pur non avendo fuoriclasse in squadra. E allora ben vengano allenatori di questo genere che sfruttano competenza e passione, due qualità mai troppo celebrate.

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Fonte immagine: *Pagina Facebook Hakan Calhanoglu