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Serie A: Frenata collettiva

L’atteso derby di Milano finisce in parità ma quasi nessuno ne approfitta, e il Napoli rivive, come a maggio, l’incubo Hellas…

Serie A: Frenata collettiva
Fonte immagine:  *Pagina Facebook ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

Spettacolo ci si attendeva e spettacolo è stato. Nella cornice migliore, con il calore del pubblico e le curve protagoniste. Il derby di Milano non tradisce le attese e oltre al prevedibile tutto esaurito, (nei limiti del consentito) sfoggia il suo vestito migliore con tanto di maestose coreografie. I rossoneri vincono ai punti questo platonico duello puntando sul ringraziamento solenne a chi si è reso protagonista durante la pandemia, e lo fanno in grande stile. I nerazzurri rivendicano lo scudetto conquistato e lo mostrano ai cugini con orgoglio smisurato. Un bel biglietto da visita, il modo migliore per riconciliarsi con ciò che per troppo tempo ci era stato negato da questo maledetto virus.

 

La parola al campo

I sette punti di svantaggio in classifica obbligavano i nerazzurri di Inzaghi a non perdere per evitare che il solco diventasse ancora più profondo. L’Inter si presenta con la migliore formazione, il Milan schiera Ibra in attacco ma deve rinunciare a Theo Hernandez, squalificato.

Gli uomini di Pioli non partono benissimo tanto che Kessie, sul pressing di Calhanoglu, provoca un ingenuo calcio di rigore trasformato dallo stesso turco, che non perde occasione per aizzare i suoi ex tifosi con il gesto delle orecchie proprio sotto la Curva Sud. Il Milan reagisce e trova il pareggio con un’autorete di De Vrij, controlla il possesso palla ma l’Inter quando riparte fa male. E ci riesce spesso, soprattutto approfittando delle amnesie di Ballo Tourè. Il francese si perde Darmian e lo atterra in area. Tira Lautaro ma Tatarusanu compie una prodezza e tiene il risultato sull’1a1. Nel secondo tempo l’Inter parte forte ma non trova l’acuto. Pioli cambia un paio di pedine e nel finale è il Milan a sfiorare più volte il colpaccio, in particolare col palo di Saelemakers. Finisce in parità e la sensazione diffusa è che i più contenti siano i rossoneri che mantengono invariato il distacco e non subiscono il sorpasso del Napoli.

 

Maledizione Hellas

Il conto con gli scaligeri era aperto da maggio quando furono proprio gli uomini di Juric (all’epoca allenatore del Verona) a impedire al Napoli l’approdo in Champions League. E anche stavolta i gialloblù si mostrano indigesti ai partenopei che soffrono l’assenza di Koulibaly e le fatiche di Europa League di appena 72 ore prima. Tudor non viene meno al dogma dell’aggressività a tutto campo e per gli uomini di Spalletti è dura trovare spazi e ritmo. Simeone prosegue il suo magic moment anche al “Maradona”, Di Lorenzo la pareggia subito ma, complici 2 pali, il Napoli non trova il gol vittoria e non riesce ad approfittare dello scontro diretto tra le concorrenti. Difficile definirlo passo falso visto che nel recente passato l’Hellas ha battuto Roma, Lazio e Juventus, e ha spaventato il Milan a San Siro. Piuttosto è la dimostrazione che questa Serie A si presenta come una delle più incerte e avvincenti degli ultimi anni, davvero nulla è scontato.

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Pillole dagli altri campi 

Vince ma ancora una volta non convince la Juventus di Allegri. E’ Cuadrado al 90esimo a sbloccare il match con la Fiorentina che ha vissuto diversi momenti di potenziale svolta. Quello decisivo è stato il rosso a Milenkovic ma fino a quel momento i bianconeri non erano riusciti nemmeno a inquadrare lo specchio della porta. Chiesa si dimostra imprescindibile per i bianconeri, colpisce una traversa e si rende pericoloso con una volee parata da Terracciano. Lasciarlo così lontano dalla porta è uno spreco abnorme. Vince anche l’Atalanta a Cagliari con il solito dirompente Zapata, si piazza al quarto posto in attesa di capire se riuscirà a proseguire il cammino in Champions.

Sentimenti contrapposti per le romane, facile per la Lazio sbarazzarsi della Salernitana contro la quale torna al gol persino Luis Alberto. Ancora male la Roma di Mourinho, probabilmente danneggiata da un rigore discutibile ma ancora troppo sfilacciata e incapace di gestire una partita che era stata capace di ribaltare con Shomurodov e Abraham.

 

Una preghiera per la sosta

E adesso il campionato si ferma nuovamente per dare spazio agli ultimi match di qualificazione ai Mondiali. La speranza diffusa è di non ritrovarsi l’infermeria piena di indisponibili al rientro anche perché tra meno di due settimane la Serie A riparte con un trittico di partite a dir poco scoppiettanti: Fiorentina – Milan, Lazio- Juventus e soprattutto Inter -Napoli. Un altro step in quello che si preannuncia, da qui a maggio, un cammino entusiasmante.

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Fonte immagine:  *Pagina Facebook ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda