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Serie A: Segnali di fuga?

Napoli e Milan allungano in testa alla classifica in una giornata in cui le polemiche hanno sovrastato lo spettacolo in campo. Ma nella prossima saranno scintille…

Il Napoli di Osimhen e il Milan di Castillejo protagonisti di giornata
Fonte immagine: *Pagina Facebook CalcioNapoli24.it

Non verrà ricordata come la giornata di campionato di Serie A più spettacolare della stagione e non poteva essere diversamente viste le premesse. Lo strascico della sosta ha fatto sentire i suoi pesanti effetti e qualcuno ne ha pagato le conseguenze in termini di risultati, soprattutto l’Inter. Napoli e Milan vincono senza brillare ma scavano un primo solco col resto del gruppo. E’ presto per tirare conclusioni ma rossoneri e partenopei viaggiano a ritmi da record nonostante defezioni a iosa e l’ennesimo rigore sbagliato da Insigne che ha complicato il match col Torino.  Ma chi ha fatto un clamoroso buco nell’acqua è stata l’intera classe arbitrale (Var compreso) che a furia di errori e decisione bislacche ha scatenato polemiche un po’ ovunque.

Var nel caos

Non entro nel merito delle singole decisioni perché lo spazio a mia disposizione è limitato ma ciò che stupisce ancora una volta è la discutibile applicazione del mezzo tecnologico. Quello che era un protocollo apparentemente chiaro e trasparente viene sistematicamente bypassato dai direttori di gara. La sensazione latente è che gli arbitri abbiano quasi una sorta di repulsione a verificare al monitor le decisioni dubbie, e non è chiaro se si tratti di una silente direttiva dall’alto o  dell’interpretazione presuntuosa/impaurita di dover ammettere che la scelta fatta sul campo sia sbagliata.
Sta accadendo fin troppo spesso che il cosiddetto “check” del Var non sia seguito dall’ “on field review” che consentirebbe al direttore di gara di mettersi in discussione. Invece la responsabilità viene inspiegabilmente lasciata a chi segue la partita dal monitor che il più delle volte commette errori grossolani. E all’orizzonte c’è un Inter-Juventus che non parte sotto i migliori auspici, visti i precedenti. E non vorremmo essere nei panni del designatore…

 

Parliamo di calcio…

Il campo non mente quasi mai e oggi ci dice che il Napoli è in volo sfruttando un calendario quasi del tutto privo di scontri diretti. Qualche crepa nei meccanismi di Spalletti si è notata anche contro lo spuntato Torino di Juric ma a risolvere la contesa ci ha pensato ancora una volta Osimhen, che sale in cielo (è proprio il caso di dirlo) sfruttando un campanile e togliendo i partenopei dall’imbarazzo del secondo pareggio consecutivo con Juric dopo quello sanguinoso di maggio che costò la qualificazione alla Champions.

Non molla il Milan. Dopo una settimana da crisi di nervi per l’infinita serie di infortuni, Pioli attinge finanche da quegli elementi della panchina che sembravano ormai al crepuscolo dell’avventura rossonera ed è proprio uno di questi, Samu Castillejo, che ribalta il Verona con un secondo tempo all’arma bianca. La continuità di Leao, sempre più decisivo, la zampata di Giroud e il rientro di Ibra completano l’opera.  Per la gioia dei tifosi rossoneri che possono godersi il + 5 sull’Inter e guardare con maggiore ottimismo al decisivo impegno di Champions con il Porto.

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Inzaghi smarrito

La settimana che sta per iniziare potrebbe dare risposte importanti sulla stagione dell’Inter. I nerazzurri escono dall’Olimpico con le ossa rotte e con qualche certezza in meno. Nonostante il vantaggio iniziale, Perisic e compagni lasciano campo alla Lazio senza azzannare il match, pagano l’assenza di Lautaro e la scarsa vena di Dzeko che non impensierisce la precaria coppia di centrali biancoceleste. La brutta serata di Bastoni e il pasticcio sul gol di Felipe Anderson capovolgono il match che Milinkovic Savic chiude saltando indisturbato in mezzo ai giganti Skriniar e De Vrij. 11 gol subiti sono davvero troppi per pensare in grande ed è opportuno che Inzaghi lavori alacremente sulla fase difensiva in vista di Sheriff e Juve, il primo vero spartiacque.

Crescendo allegriano

Non sarà spettacolare, non produce un gioco brillante, spesso risulta quasi catenacciara. Ma vince. Ed è la terza vittoria consecutiva che i bianconeri ottengono segnando un gol alla prima occasione senza poi subirne. Non basterà per alimentare sogni di gloria ma per adesso è meglio non fare troppo gli schizzinosi e godersi lo Szczesny ritrovato e la solita coppia invalicabile in cui Chiellini sembra vivere una seconda giovinezza. Difficile stabilire se potrà durare ma per adesso Allegri si gode la risalita in attesa di poter contare su Dybala e Morata a pieno regime che potrebbero garantire ciò che manca sul piano della qualità. La Roma si smarrisce nuovamente in uno scontro diretto e sembra che Mourinho non sia riuscito ad invertire la rotta del suo predecessore Fonseca, incapace di imporsi con le avversarie di pari livello. Il processo di crescita dei giallorossi sembra ancora nella fase embrionale, accorciare i tempi sembra un’operazione più complicata del previsto.

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