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Voglia di sognare. La Nazionale conquista tutti.

La Nazionale di Mancini ha davvero conquistato tutti. E non ha intenzione di fermarsi…

La nazionale italiana di Mancini vola in semifinale contro la Spagna.
Font eimmagine: *Facebook

Aggrappati ad un sogno grazie alla nostra Nazionale. E’ lo stato d’animo di un popolo, quello italiano, che sentiva la morbosa necessità di vivere un’estate così dopo un periodo che ci ha segnato in maniera profonda. Diciamoci la verità, queste emozioni che i ragazzi di Mancini ci stanno regalando ce le meritiamo davvero tutte. Ed è giusto godersele appieno, passo dopo passo, in un percorso che vorremmo non finisse mai.

Non c’è cosa più coinvolgente che emozionarsi nelle calde notti d’estate per le imprese di chi veste la maglia azzurra. E per chi come il sottoscritto ne ha vissute tante, nel bene o nel male, è una malattia da cui non si può davvero guarire. Il senso di aggregazione, la voglia di condividere la passione e il senso di appartenenza ad una nazione che sarà anche imperfetta, piena di contraddizioni e spesso fin troppo divisa. Ma guai a chi ce la tocca.

Parole al vento

E da più parti ci hanno provato in queste settimane a sminuire la forza della nazionale azzurra. Qualcuno (Barthez e Vieira ndr) sosteneva che il girone fosse stato fin troppo facile e che i nostri ragazzi mancassero di intensità. Dagli ottavi le cose sarebbero cambiate, dicevano. Poi è arrivata l’Austria che non ci ha regalato nulla, e nonostante qualche patema, forse eccessivo, il traguardo minimo dei quarti di finale è stato raggiunto grazie a due perle dei subentranti Chiesa e Pessina. Fino ad arrivare al capolavoro di questa sera contro il Belgio, (ndr ieri per chi legge) squadra in testa nel ranking Fifa, che prima di stasera aveva vinto ben 10 delle ultime 11 partite delle fasi finali di Mondiali ed Europei. Chissà se avranno imparato la lezione, in caso contrario potremmo mandargli una stecca di cioccolato, svizzero si intende…

 

Il cambio di mentalità

La vera grandezza dell’Italia di Mancini è stata quella di aver mantenuto la sua identità contro ogni tipologia di avversario, dal più debole al più titolato. Merito dell’allenatore marchigiano che dopo la catastrofe sportiva del mancato accesso ai mondiali di Russia nel 2018 ha tracciato la strada, con non poco scetticismo da parte dell’opinione pubblica. Un cambio di mentalità epocale per il calcio italiano che nella sua storia quasi mai aveva intrapreso un progetto così offensivo, improntato al possesso palla, agli scambi veloci col doppio play (Jorginho/Verratti) e al pressing ultraoffensivo votato al recupero palla e alla verticalizzazione immediata.

E anche stasera contro il Belgio degli spauracchi Lukaku e De Bruyne, la nazionale italiana non si è snaturata, anzi ha macinato gioco con lo stesso approccio, la feroce determinazione di chi vuole aggredire la partita nonostante la forza riconosciuta dell’avversario. E quando riesci a superare un ostacolo così valido fisicamente e tecnicamente la tua autostima non può che schizzare alle stelle. Questa Nazionale non si riconosce in un singolo ma nella forza granitica del gruppo. Non ci sono i Baggio, Totti e Del Piero, capaci di vincere le partite con una invenzione estemporanea. Dimostrazione di questo è il fatto che degli 11 gol segnati in 5 partite, tolta l’autorete di Demiral sono ben 6 i giocatori andati a segno (Immobile 2, Insigne 2, Locatelli 2, Pessina 2, Chiesa e Barella)  e due di questi non sono nemmeno “titolari”, ammesso che questo termine possa ancora essere utilizzato in un contesto simile.

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Forza Leo!

L’unica nota stonata di questa serata memorabile resta l’infortunio di Leonardo Spinazzola (probabile rottura del tendine d’achille), la sua furia offensiva sulla fascia sinistra ci mancherà tantissimo contro la Spagna, per non parlare delle diagonali difensive come quella una che ha impedito a Lukaku di impattare il match a pochi minuti dal fischio finale. In bocca al lupo, ragazzo.

E adesso? L’emozione continua e si trasferisce idealmente a Wembley dove martedì 6 luglio ci giocheremo l’accesso alla finale contro la Spagna di Luis Enrique, vecchia conoscenza del calcio italiano, che solo ai calci di rigore ha avuto la meglio sulla Svizzera. Ma noi non abbiamo alcuna voglia di smettere di sognare.

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Voglia di sognare. La Nazionale conquista tutti.
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Voglia di sognare. La Nazionale conquista tutti.
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La Nazionale di Mancini ha davvero conquistato tutti. Non ha alcuna intenzione di fermarsi e vola in semifinale contro la Spagna.
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