in

La scuola italiana delle moto torna in paradiso

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Nemo propheta in patria, recita una frase divenuta prima celebre e poi un proverbio ricorrente anche dalle nostre parti. C’è chi sostiene che un atleta di casa non riesca a fare cose egregie davanti al proprio pubblico, o comunque nel terreno amico. Eppure, il Gran Premio di San Marino corso domenica sul circuito di Misano Adriatico ha dimostrato esattamente il contrario. E ci basta esaminare i podi venuti fuori nello scorso weekend per averne la controprova.

Basti pensare alla gara magica della classe Moto2, in cui ha svettato una sola bandiera sul podio, seppur moltiplicata per tre. A vincere è stato ancora una volta Luca Marini, che per la seconda volta in stagione è arrivato alla bandiera a scacchi per primo. Ma a completare questo podio straordinario e tutto italiano ci hanno pensato Marco Bezzecchi ed Enea Bastianini. Altri due rappresentanti della nouvelle vogue italiana delle due ruote.

E che dire della MotoGP, una classe che da quando è diventata orfana di Marc Marquez continua a non avere un padrone ma si dimostra sempre più spettacolare e ricca di colpi di scena. Questa volta è toccato a Franco Morbidelli andarsi a prendere la vittoria più bella della carriera. Anche perché è la prima volta per lui nella classe regina, dopo esserci andato molto vicino a Brno, dove dovette arrendersi solo al sudafricano Brad Binder.

Per il pilota della Yamaha Petronas, che l’anno prossimo aprirà le porte a Valentino Rossi, si tratta anche di un risultato straordinario che gli ha consentito di mettersi alle spalle i brividi per l’incidente dello Spielberg. Quando Johann Zarco lo ha centrato in pieno, mettendo a repentaglio lui e anche altri piloti, Morbido ha avuto paura. Ma ora questa paura è diventata finalmente una gioia irrefrenabile, dopo la mezza delusione per il secondo posto in qualifica.

Ma in questa domenica bestiale di Misano c’è spazio per un’altra storia incredibile, quella di Francesco Bagnaia. Il campione del mondo 2018 della classe Moto2 ha portato a casa un clamoroso secondo posto. Che non è clamoroso in quanto centrato dal pilota torinese, bensì per il fatto che è arrivato in condizioni tremende. Pecco, come gli piace essere chiamato, è reduce da un’operazione alla tibia che ha portato all’installazione di una placca per tenere tutto fermo.

Domenica, però, non c’è stata placca o dolore che potesse tenere testa alla voglia di Bagnaia di fare una gara straordinaria. E così, per il ducatista è arrivato un secondo posto che vale come una vittoria, dopo tutte le vicissitudini di questo 2020 per lui tremendo. Senza dimenticare Valentino Rossi, che senza un paio di errorini avrebbe potuto completare un podio da sogni con due dei “cuccioli” della sua Academy.

Insomma, la classe italiana va in paradiso. E lo fa impennando, a Misano Adriatico.

Se volete seguire altre notizie sul mondo dello sport cliccate QUI.

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca