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GLI SCONTRI PIU’ VIOLENTI TRA LE TIFOSERIE ALLO STADIO

Tre casi in cui una partita di calcio è stata animata con scontri tra tifoserie violente, sia dentro che fuori dal campo.

tifoserie VIOLENTI STADIO
Fonte immagine: Instagram

Le recenti parole rilasciate da Martin Hinteregger hanno destato scalpore nel mondo del calcio e non solo.

Il difensore austriaco dell’Eintracht Francoforte, infatti, ha dichiarato di reputare “normali” i vari scontri che avvengono tra le tifoserie di calcio, aggiungendo inoltre come questi siano “parte del gioco”.

Parole del tutto fuori luogo, che sono facilmente confutabili da fatti che hanno segnato negativamente la reputazione di questo sport:

HEYSEL 1985

Primo fra questi, è quello avvenuto il 29 maggio del 1985, data in cui è andata di scena la finale di Coppa Dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool.

Teatro della partita fu lo Stadio Heysel, che ospitò la frangia del tifo organizzato bianconero nei settori M-N-O, mentre quello inglese fu sistemato nei settori opposti (X e Y).

Inoltre, accanto ai settori occupati dagli inglesi, ce n’era un altro in cui si stanziarono i tifosi neutri (Z), molti dei quali erano italiani o tifosi della Juventus che si erano organizzati autonomamente. Sarà proprio qui che la tragedia inizierà a consumarsi:

Gli Hooligans (frangia di tifoseria inglese violenta) invasero il suddetto settore per intimorire il tifo italiano, che dal canto suo cercò di scappare nelle maniere più estreme dai rigidi assembramenti che si stavano creando. Il risultato fu devastante: oltre 600 tifosi finirono con l’essere schiacciati, e 39 di questi moriranno (32 italiani). La tragedia porterà la UEFA ad escludere le squadre inglesi da ogni competizione europea per 5 anni.

FILIPPO RACITI (CATANIA-PALERMO 2007)

Altro fatto che destò scalpore fu quello che avvenne il 2 febbraio del 2007, quando a scontrarsi furono le tifoserie di Palermo e Catania, squadre che da sempre danno vita ad uno dei derby più sentiti in Italia.

Gli episodi questa volta ebbero luogo fuori dallo stadio, dove i tifosi locali entrarono in contatto con quelli ospiti, dando vita ad uno scambio di lanci di petardi e fumogeni. Circa 1200 agenti di polizia cercarono di placare gli animi, e molti di essi rimarranno gravemente feriti. Tra questi, troviamo l’ispettore capo del X Reparto Mobile di Catania Filippo Raciti, ferito gravemente al fegato da un oggetto contundente, che morirà poco dopo nonostante i soccorsi immediati.

A pagare della morte dell’agente saranno Antonino Speziale e Daniele Natale Micale, condannati per omicidio preterintenzionale rispettivamente a 9 e 11 anni. Tuttavia, nel caso aleggia ancora oggi un alone di mistero, poiché non sono mai state chiarite del tutto le dinamiche dell’incidente.

FINALE COPA LIBERTADORES 2018 (BOCA-RIVER)

Quando parliamo di derby sentiti, non possiamo non citare il “Superclasico”, che vede sfidarsi le due squadre più titolate in Argentina: il Boca Juniors e il River Plate.

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Le due squadre bonaerensi hanno dato vita alla finale di Copa Libertadores 2018, in quella che sarebbe stata l’ultima edizione in cui la finale si sarebbe giocata tra andata e ritorno. Inutile dire che tutta la città di Buenos Aires è stata in subbuglio nei giorni delle due sfide, e tutti temevano problemi di ordine pubblico. Quasi a sorpresa, la partita di andata giocata alla “Bombonera” fu disputata senza alcun intoppo, al contrario invece della partita di ritorno al “Monumental” che diede vita all’inevitabile: alcuni tifosi del River Plate hanno provato inizialmente a sfondare i cancelli dello stadio, salvo poi peggiorare le cose rompendo i finestrini del pullman del Boca Juniors, dal quale ne uscirono feriti l’autista e due componenti della squadra. La situazione era ormai degenerata, tanto da portare la CONMEBOL a rinviare la partita a data da destinarsi. Alla fine, la partita sarà giocata al Santiago Bernabeu di Madrid, e vedrà il River imporsi per 3-1.

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