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Sarri è davvero l’allenatore giusto per la Lazio?

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Fonte immagine: Instagram

Dopo l’addio di Simone Inzaghi, Lotito ha intensificato la ricerca per trovare il suo degno sostituto.

Il nome che è sobbalzato negli ultimi giorni è quello di Maurizio Sarri, allenatore che ha appena risolto il suo contratto con la Juventus. Tuttavia, secondo alcuni quotidiani sportivi, c’è molta distanza fra le richieste economiche fatte dall’allenatore e quelle proposte dalla società, ma niente che possa impedire un punto d’incontro.

Quello che però lascia perplessi è la scelta su un profilo di allenatore che, tatticamente parlando, è molto diverso da quello che c’era prima, e che rischia di snaturare una squadra cresciuta con un’idea di gioco ben precisa.

COME GIOCA SARRI?

Da sempre esponente del “bel gioco” (celebre la terminologia “Sarrismo” nella Treccani), Sarri predilige l’utilizzo di una difesa a 4 schierata in linea alta, con marcature a zona anziché a uomo. Spostandoci sempre più nei reparti offensivi, vediamo come Sarri faccia spesso affidamento ad un centrocampo a 3, formato principalmente da un regista coadiuvato da due mezzali fisiche. In attacco, infine, viene utilizzato il classico tridente, con due ali e una prima punta (o un falso nove, come fatto ai tempi del Napoli con Dries Mertens). Quindi, il 4-3-3 è la disposizione maggiormente cara a Sarri, sebbene nel corso della sua carriera abbia fatto affidamento ad altri moduli, come ad esempio il 4-2-3-1 e il 4-3-1-2.

ROSA LAZIO: RIVOLUZIONE TATTICA?

Alla luce di quanto spiegato sopra, è facile dedurre come l’attuale rosa della Lazio non è costruita per dare vita al gioco che Sarri vuole: infatti, la difesa è ormai da anni consolidata con uno schieramento a 3, mentre nei 5 di centrocampo non è mai stato presente un regista a fare gioco (ruolo ricoperto fin qui dal mediano Lucas Leiva). Inoltre, anche l’attacco verrebbe snaturato, con un Immobile che ha dimostrato nel corso della sua carriera di trovarsi male in un ipotetico tridente (come dimostrano le prestazioni in nazionale). Con l’arrivo di Sarri, dunque, c’è il rischio che molti giocatori vengano adattati in ruoli che non gli competono: non è da escludere, ad esempio, che Luis Alberto possa essere utilizzato dal tecnico toscano come playmaker in mezzo al campo, andando a vanificare tutto il contributo che lo spagnolo ha dato alla Lazio in fase offensiva nell’ultima stagione. Le soluzioni, quindi, possono essere due: un mercato fatto da corpose entrate e altrettante uscite (difficile, conoscendo la gestione di Lotito) o un sacrificio da parte del tecnico sul modulo da utilizzare (4-2-3-1 soluzione più fattibile, con Luis Alberto trequartista e Immobile unica punta).

IL PERICOLOSO PRECEDENTE: JUVENTUS

La situazione che la squadra biancoceleste sta vivendo, ci riporta inevitabilmente ad un precedente avvenuto due anni prima ad un altro club in Italia: la Juventus.

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Infatti, nel 2019, la squadra piemontese esonerò Massimiliano Allegri per ingaggiare proprio Maurizio Sarri, con lo scopo di abbinare un bel gioco alle vittorie che la squadra aveva conseguito negli ultimi anni. Tuttavia, le cose non andranno come la dirigenza bianconera aveva pregustato, complice anche una rosa che, anche in quel caso abituata ad un’idea di gioco distante dal tecnico toscano, non è stata rivoluzionata a dovere. La stagione finirà comunque con la vittoria del nono scudetto consecutivo, ma con Sarri che verrà esonerato dalla società per aver fallito il progetto tecnico. Curiosa, infine, sarà la frase detta da Sarri a seguito del suo allontanamento, in cui definirà la rosa bianconera come “inallenabile”.

Sarà inallenabile anche la rosa della Lazio? Non ci resta che aspettare la stagione seguente per scoprirlo.

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