in

Sampdoria, ecco Stankovic: “Ogni partita deve essere una finale”

Il nuovo allenatore dei blucerchiati rispolvera una vecchia massima di Mourinho

stankovic share hibet social
Fonte immagine: Profilo Instagram @sampdoria

Dejan Stankovic è il nuovo allenatore della Sampdoria. Prima esperienza per lui in panchina in Italia, con una squadra che ha ammirato fin da bambino: “Non sono venuto per i due punti della Sampdoria e per il posto che occupa in classifica. Sono venuto per la Sampdoria. Noi in Serbia siamo cresciuti guardando la Samp, prima con Boskov, poi con Mihajlovic e Jugovic e poi con Sinisa in panchina. Seguendo anche il cammino della Samp in Coppa dei Campioni: peccato non avere potuto fare il raccattapalle in quella famosa partita che si era giocata a Sofia”.

L’ex centrocampista ha fatto capire di aver sentito vecchie conoscenze sue e della Samp. Tra questi, inevitabilmente, una persona molto legata a Sinisa Mihajlovic: “Ho sentito Lombardo, una persona spettacolare, ho visto qui Angelo Palombo. Non ho sentito Mancio, ma ho visto suo figlio l’altro giorno. Ho parlato con Sinisa. Anche lui quando arrivò qui aveva la mia età, 44 anni, con Sakic, che qui era stato come giocatore, poi come vice di Mihajlovic e ora torna per la terza volta. Mi auguro che sarà di nuovo un successo: allora quando era vice di Mihajlovic, ha salvato la squadra e l’anno dopo ha migliorato molto. A noi basta solo lavorare, Nenad è un ragazzo splendido, mi darà una grossa mano”.

L’orgoglio di Stankovic e la difesa della Samp

Stankovic ha fatto capire chiaramente quali devono essere le armi con cui la Samp deve risalire la china. E qui richiama l’orgoglio della sua madre patria Serbia: “Di sicuro ci sarà da soffrire. Chi non sa soffrire non sa neppure gioire e vincere. Ho visto la squadra, il materiale c’è. Dobbiamo cambiare mentalità, ci sono modi e modi di perdere, ho visto l’ultima gara e non è stato un atteggiamento che mi è piaciuto. Non dobbiamo spaventarci della forza che ci attacca, ma dobbiamo sapere cosa andiamo a difendere”.

Per rafforzare il concetto, l’ex interista ha richiamato una frase tanto cara a un suo vecchio maestro come José Mourinho: “Ogni partita deve essere una finale e come diceva il mio vecchio allenatore Mourinho, le finali sono fatte per vincere, non per giocarle. Andiamo a Bologna, anche loro non attraversano un momento felice, ma guardiamo noi stessi, come andiamo in campo, dobbiamo responsabilizzarci. Due giorni solo di lavoro per una grande squadra possono bastare”.

Inizia una nuova era in casa blucerchiata.

Seguiteci anche su Instagram, per scoprire tante curiosità dal mondo del calcio.

Se volete seguire altre notizie sul mondo del Calcio cliccate QUI.

Fonte immagine: Profilo Instagram @sampdoria