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Roma, Mourinho e la finale di Budapest: “Ho urlato di tutto a Taylor”

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Fonte immagine: Profilo Instagram @josemourinho

José Mourinho torna sulla finale di Europa League tra Roma e Siviglia. Un’esperienza difficile da dimenticare: “Budapest, da un punto di vista umano, è stata una delle più belle esperienze della mia carriera, perché ho visto di tutto. Ho visto gente che inseguiva un sogno assolutamente fantastico e ha vissuto la tristezza della sconfitta. Bobby Robson mi ripeteva spesso che nel momento della tristezza devi pensare alla gioia di chi ha vinto. Ho seguito il suo consiglio, ho voluto stare vicino alla nostra gente e abbiamo rispettato la gioia dei tifosi del Siviglia, abbiamo salutato i nostri colleghi spagnoli. Ci siamo comportati, dentro al campo, con una correttezza e un’umiltà eccezionali”.

Lo Special One ne ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport. E non si può non parlare di Anthony Taylor, l’arbitro della discordia: “Taylor non era lì: era rimasto dentro lo stadio e il giorno dopo l’hanno trovato all’aeroporto. C’erano gli altri: il quarto uomo, gli assistenti, Rosetti e Howard Webb, il direttore tecnico degli arbitri della Premier. Finito tutto, rientriamo nello spogliatoio, scendiamo in garage e nel garage arriva il gruppo arbitrale. Con Webb ho un rapporto buono, come con Rosetti. Hanno entrambi arbitrato delle mie partite”.

Roma, Mourinho e i disordini a Budapest

Mourinho durante l’intervista ha raccontato del suo confronto con Roberto Rosetti, responsabile degli arbitri: “So di non essere stato elegante, ma non ho insultato nessuno. “Fucking disgrace” è molto simile all’italiano “cazzo!”: un’esclamazione, uno sfogo, o al portoghese “foda pra caralho”. Sono andato da Rosetti e gli ho detto: “arbitro, lo chiamo così, “arbitro, è rigore o non è rigore?”. Rosetti ha fatto quello che di solito fanno gli arbitri, non mi ha risposto. Ho ripetuto la domanda a Webb, lui mi ha messo la mano sulla spalla e ha detto “José, sì, è rigore”.

E poi c’è il brutto episodio dei disordini all’aeroporto, con i tifosi della Roma che hanno assaltato Taylor. “Non ho nulla a che vedere con quell’incidente – premette Mou – . È stata la reazione di un gruppo di tifosi, io non c’entro affatto. Con mia grande sorpresa, due giorni dopo mi è arrivato un messaggio di un amico dell’Uefa. “Amico mio”, mi ha scritto: “tu sei un grande del calcio, però ti do un consiglio: censura pubblicamente il comportamento dei tifosi della Roma all’aeroporto, te lo dico perché ti sono amico”. La mia risposta è stata: se l’Uefa o Taylor chiedono scusa ai tifosi della Roma, io critico il comportamento all’aeroporto e chiedo scusa”.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @josemourinho

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