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Roma, De Rossi: “Mi godo il momento, non penso al futuro”

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Daniele De Rossi si gode il passaggio del turno della Roma in Europa League. Un successo sofferto, ottenuto dopo i calci di rigore, e che forse per questo motivo è ancora più bello: “Quando vai ai rigori vinci o perdi e questa maledizione prima o poi doveva finire. E’ una spallata al fatalismo, siamo una squadra forte non ci dobbiamo sentire dei brutti anatroccoli. Meritavamo di passare viste le due partite. Avevo 6-7 giocatori che volevano battere i rigori, ero sereno, li ho visti super carichi e pronti a riprendersi questa responsabilità”.

I tiri dal dischetto sono stati determinanti. Il tecnico ha parlato della scelta dei rigoristi e della grande prestazione di Mile Svilar: “Non è stata una scelta predeterminata. Ieri quando parlavamo ci siamo soffermati su chi aveva battuto i rigori e abbiamo analizzato chi li aveva calciati bene e Mancini mi diceva che Zalewski non li aveva mai sbagliati. Sono contento per lui perché è un ragazzo fantastico. Poi c’è Svilar che ha parato due rigori e un portiere che non ha giocato e ha festeggiato come se li avesse parati lui. Rui Patricio è un grande uomo”.

Roma, De Rossi e il futuro

Daniele De Rossi ha parlato anche del bell’abbraccio con Romelu Lukaku dopo la lotteria dei rigori. Il belga ha sbagliato dal dischetto, ma quel gesto testimonia il feeling tra giocatori e allenatore: “Il rapporto con lui è meraviglioso. È un professionista incredibile e al 121′ ha fatto uno scatto che per poco non ci porta agli ottavi. Ho abbracciato tutti nella stessa maniera. Inizio a voler bene a questi ragazzi, mi sono affezionato. Mi hanno accolto benissimo e mi hanno dimostrato che quello che dicevo io era credibile. Si fidano e vanno a duemila in allenamento”.

Al di là del bel risultato, De Rossi vuole pensare step dopo step. Anche se c’è un po’ di amarezza per la mancanza di tempo per godersi notti del genere: “Gli esami non finiscono mai. Ne abbiamo uno ogni tre giorni, ma non mi sento sotto esame. Ai ragazzi per motivarli parlo di volontà. Io devo scattare, non penso a quanto durerà. Mi sto godendo questo lavoro e ogni tanto mi scoccia pensare a Torino, perché vorrei godermi una serata così. Non riempiamo il Circo Massimo, ma dobbiamo essere felici di notti come queste”.

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