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Roma, De Rossi: “Grande emozione allenare qui”

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Daniele De Rossi ha raccontato le mille emozioni provate al debutto sulla panchina della Roma. Il momento dell’accordo con la squadra della sua città è stato da cuore in gola: “È stata un’emozione fortissima, nata in 24 ore. Sì, qualche indiscrezione era già uscita, ma la leggevo sui giornali e ogni tanto capita di leggere cose inventate, invece è stato tutto molto veloce e tutto molto segreto. Il primo giorno avevo in mente di fare trenta allenamenti al giorno. Ero emozionato, anche se sono uno che le emozioni le gestisce bene”.

Poi è venuto il giorno del suo esordio in panchina, nella sfida tra Roma e Verona. Una partita vinta a fatica, ma in un certo senso la prima sliding door: “La mia prima partita col Verona me la ricorderò sempre, avevo tanti dubbi, molti ne ho ancora, ma poi siamo migliorati piano piano. Ora mi guardo indietro ed è tutto normale, ma è passato tutto così in fretta. Ci tenevo a dimostrare di poterci stare per allontanare anche lo spettro del fallimento della prima esperienza”.

De Rossi e le emozioni alla Roma

Le tante emozioni fanno parte del Daniele De Rossi uomo, prima ancora che calciatore e allenatore della Roma. Da questo punto di vista lui stesso sa di dover lavorare tanto: “Io a volte devo trattenermi per non dare tutte le informazioni. Io penso sempre da allenatore a quello che a me da giocatore non piaceva. Per me l’organizzazione vera deve riguardare la fase difensiva, devi sapere come difendere, come mettersi contro gli avversari. Cambiare è bello, ma 4-5 giocatori devono essere bravi nelle letture”.

Infine De Rossi ha parlato del suo modo di rapportarsi con i compagni di squadra. Un mood che si sta portando dietro anche da allenatore: “Io sono stato un buon compagno di squadra, me lo dico da solo, e non ho mai abusato anche della posizione di calciatore importante, soprattutto in una città come la nostra che vive per il calcio. Il potere che avevo lo mettevo a disposizione per i compagni. Ora cerco sempre di far capire ai ragazzi che è sempre un buon momento per dire bravo al compagno anche se sbaglia o quanto meno di non far pesare l’errore, perché è quello che facevo io da calciatore e lo voglio trasmettere”.

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