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Rivoluzione Spurs: come cambia il Tottenham con Conte in panchina

Nuovo modulo, nuove gerarchie, nuove ambizioni. L’arrivo di Conte a Londra cambia tutte le dinamiche di casa Spurs.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @antonioconte

Non ha resistito Antonio Conte, al richiamo del campo, dell’agonismo, della voglia di vincere. E così dopo appena qualche mese dal suo addio all’Inter, eccolo di nuovo in panchina, pronto a cominciare la sua nuova avventura con il Tottenham. Club prestigioso, a cui però la vittoria in Premier League manca da oltre sessant’anni. Molti meno invece da quando lo stesso Conte ha vinto il campionato con il Chelsea (era il 2017), ed è ovvio che ora tutti i tifosi degli Spurs sognino un nuovo rilancio e qualche ambizioso traguardo.

Quasi impossibile possa capitare qualcosa già in questa stagione, con gli Spurs coinvolti nel gruppo di metà classifica ma comunque con la zona Champions alla portata (obiettivo minimo di stagione a questo punto). Quello che invece sembra certo è un profondo restyling nel mercato di Gennaio, dove il ciclo aperto con Conte porterà probabilmente molti cambiamenti per adattare la formazione alle esigenze del nuovo mister. Già, perchè il punto fondamentale è proprio: come cambierà il Tottenham con l’arrivo di Conte?

I nuovi Spurs di Conte

Espirito Santo era solito schierare il Tottenham con un 4-2-3-1 che, in teoria, avrebbe dovuto esaltare le doti dell’uomo di punta degli Spurs, Harry Kane. Nella realtà in dieci partite sono riusciti a segnare soltanto 9 reti (secondo peggior attacco della Premier dopo quello del Norwich ultimo in classifica), di cui solo una arrivata dal suo bomber.

Con l’arrivo di Conte sembra scontato (anche se forse non immediato) il passaggio alla difesa a tre e soprattutto l’impiego di due attaccanti, così come era all’Inter con Lukaku-Lautaro. Partendo proprio dall’attacco, in questo caso i suoi due elementi di spicco saranno lo stesso Kane che potrebbe trarre giovamento dall’avere a fianco Heung-min Son, per un alto tasso tecnico e di qualità.

Dall’altra parte altrettanto sicuro l’impiego di Lloris tra i pali, che da capitano dovrebbe anche prendere in mano lo spogliatoio e ridare compattezza all’ambiente insieme al nuovo mister. Per la difesa a tre invece le frecce al proprio arco sono molte, anche se tutto lascia pensare si ri-cominci dai nomi più consolidati: Romero-Sanchez-Dier.

A quel punto la squadra si fa quasi da sola, con Reguilon sulla sinistra e Royal sulla destra nel centrocampo (con Davies e Doherty possibili alternative ideali). Qualche dubbio in più sulla linea mediana, visto che manca forse il ruolo alla “Barella” e diventerà quindi fondamentale vedere come i vari Ndombelè, Hojbjerg e Lo Celso (papabili titolari in partenza) si adatteranno alle dinamiche del modulo di Conte. La viaribile potrebbe invece essere mettere due uomini sulla trequarti, anche per provare a trovare una collocazione congeniale proprio a Lo Celso ma anche a Lucas (e Alli stesso), modulo del resto provato anche nella sua prima uscita di Premier (con risultati però non entusiasmanti).

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Formazione comunque quasi obbligata si diceva, perchè in realtà le alternative non sono molte. O meglio, non sono in molti ad avere le caratteristiche che piacciono a Conte. Motivo per cui come si accennava all’inizio, è molto probabile che l’impegno del club nella prossima sessione di mercato sia notevole. Sia in entrata, sia in uscita, con i nomi di Alli ma anche quelli di Lucas Moura e Bergwijn sul taccuino dei dubbi.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @antonioconte