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NBA A RISCHIO: SALTA LA RIPARTENZA?

Fonte immagine: Pixabay

La situazione Covid negli Stati Uniti è sempre più drammatica e malgrado il Presidente Trump continui a propagandare tranquillità, molti stati continuano a vedere crescere la loro dose di contagiati.

Tutto questo mentre si avvicina sempre di più la data in cui le squadre NBA dovrebbero presentarsi all’appuntamento in quella che dovrebbe diventare una “Bolla” per portare a termine la stagione.

Da martedì infatti tutte le compagini si presenteranno a Orlando per cominciare la preparazione ed essere pronti per il 30 luglio, data di re-start per il campionato.

I dubbi della vigilia: troppi positivi al momento

Come il resto del paese però, i giocatori positivi trovati nelle varie squadre sono in continuo aumento. Brooklyn si ritrova con ben tre giocatori in quarantena al momento: Spencer Dinwiddle, Jordan DeAndre e Prince Taurean.

Ma non sono certo gli unici, visto che anche a Denver Nikola Jokic è risultato positivo ai test obbligatori (fatti in Serbia in questo caso), così come Malcom Brogdom (Indiana), Landry Shamet (Clippers), Derrick Jones (Miami, che ha anche altre giocatori rimasti però anonimi). E la situazione non è facile nemmeno per Sacramento che si è ritrovata con tre giocatori segnalati dai test come Jabari Parer, Buddy Hield e Alex Len.

Ci sono poi altri casi che però sono rimasti anonimi, ma rendono il tutto ancora più difficile nella gestione.

La bolla di Orlando

Fin qua comunque tutto bene, perchè i giocatori segnalati ancora non hanno avuto contatti con i compagni di squadra e sono comunque stati isolati in tempo. Tempo che lascia anche un discreto margine per recuperare tutti i contagiati, anche se i dubbi rimangono.

Cosa accadrebbe per esempio se si trovasse uno o più casi dopo il ritrovo nella “bolla” del campus di Orlando? Tra l’altro la Florida è al momento una delle regioni più colpite dal Covid19, con numeri che parlano di almeno 10mila nuovi contagi ogni giorno.

Il rischio che la ripresa della stagione NBA possa essere sospeso è più che concreto, anche se è lo stesso Adam Silver (Commissioner NBA) a dirsi ottimista in merito ai controlli e ai test giornalieri che dovrebbero permettere di svolgere tutto al meglio.

Certo, ammette anche lui, i rischi ci sono.

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