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Rio Ferdinand e l’inferno vissuto nelle grinfie dell’alcol.

Una carriera costellata da vuoti di memoria.

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Fonte immagine: Profilo Instagram @rioferdy5

Siamo sempre lì, il discorso di base su cui si cade è sempre quello: quando hai molti soldi, spesso non sai come spenderli e i vizi ed il lusso sono due cose che ti accompagnano sempre e che ti illudono che tutto vada bene, che la tua vita è sotto controllo, ma non è così.

Ne sa qualcosa Rio Ferdinand, che nel mondo del pallone ci ha vissuto per molto tempo e con una bella carriera, ma spesso il calciatore ha anche dei vizi che lo portano a rovinarsi da solo, come l’alcol in questo caso, anche se il tutto è dato dallo strafare sempre.

Oggi Ferdinand fa l’opinionista con un pizzico di rimpianto per come sono andate le cose da calciatore, vorrebbe riuscire a ricordarsi tutto, ma alcune parti sono offuscate, proprio a causa dell’eccessivo abuso di alcolici che gli hanno spesso fatto perdere la lucidità, proprio nel periodo più bello della sua vita, quando era una promessa del West Ham: “Quando ero più giovane, ero un pazzo… I ricordi della mia carriera sono confusi, la gente parla di alcuni momenti di gioco, io mi siedo e annuisco. Non ho idea di che cosa stiano parlando, non ricordo. Esageravo… Potevo superare otto, nove, dieci pinte di birra. Poi passavo alla vodka. Sarei potuto andare avanti a bere tutto il giorno”.

Ora nascono i rimpianti: “Allora c’era una cultura diversa rispetto ad oggi. Quando io ero al West Ham pensavamo al calcio, a bere e ai nightclub. Alle persone che mi chiedono se ho qualche rimpianto da giocatore, dico che non avrei dovuto bere alcolici”. 

Ad oggi, la situazione è particolarmente diversa, anche se qualche eccezione non smette mai di esserci.

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