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Flop and goal: ciao Dea guarda come mi diverto!

-5 al traguardo, la serie A si avvicina alla conclusione della sua edizione più strana e particolare. E nel nuovo capitolo di questo romanzo ai limiti dell’assurdo c’è ancora spazio per la crisetta che si sta vivendo in casa Juventus. Altri tre gol incassati, ancora problemi sul piano del gioco e nello smalto atletico. Il Sassuolo per poco non ne approfitta dopo aver iniziato la partita negli spogliatoi, mentre Higuain e Danilo si divertivano a perforare il portiere di casa. Ci vuole la zampata di Alex Sandro a evitare la figuraccia: scudetto ancora alla portata, grazie alle altre però.

Proprio così, perché l’Inter torna seconda dopo aver alternato scorpacciate di gol da schiacciasassi a figure a dir poco barbine. E così, dopo il pareggio di Verona sono arrivate due vittorie contro Torino e Spal. Ma se con i granata i nerazzurri sono stati bravi a reagire dopo che Handanovic ha scambiato la palla per una saponetta, a Ferrara non c’è stata storia. Ed è tornata a brillare la stella di Sanchez, l’ormai Niño Maravilla che ha bisogno di diventare uomo. E sotto Conte può riuscirci.

Ma continuiamo a stropicciarci gli occhi e a spellarci le mani per applaudire un’Atalanta clamorosa. Proprio quelle mani, in particolare quelle di de Roon e Muriel, che hanno negato la vittoria sul campo della Signora, le usiamo per applaudire la Dea, che schianta un Brescia ormai arresosi di fronte alla prospetiva del ritorno in B. Stavolta la scena se la prende Pasalic, che approfitta del turno di riposo dei big per piazzare una tripletta da sogno. Intanto Cellino pensa a portare in squadra mister Delneri. E un interprete.

In tutto questo marasma continua a faticare la Lazio, che esce dal campo di Udine (uno stadio bellissimo anche quando è vuoto) con uno striminzito 0-0. E anche se è diventato noto nel web per i suoi colpi di Spiaze, possiamo dire che a Simone Inzaghi piaze tantissimo il palo che ha rispedito al mittente il tiro di de Paul a 90’ inoltrato. Piaze ancor di più, il momento dei biancocelesti, ai cugini romanisti, che continuano a vincere. Un 2-1 al Verona che suona come un calcio definitivo alla crisi. Magari non come quello che Dzeko sembra aver voluto dare alla tifoseria con la sua esultanza polemica.

Fonte immagine: Wikipedia Commons

Continua a vincere il Milan, che supera di slancio il Parma. A questo punto ci giunge voce che il patron Scaroni abbia deciso di fare dietrofront sulla costruzione del nuovo stadio: “A questo punto giochiamo al parco, che lì di pubblico continueremmo a non averne”, avrebbe detto. Ma se Ibra e compagni stanno giocando così bene, non si può non dare merito a Stefano Pioli: forse non l’allenatore giusto per lottare per scudetti e coppa, ma un vero specialista nel rilanciare le squadre in difficoltà.

E chiudiamo, come di consueto, con la lotta in coda. Una lotta che nei due “scontri diretti” privilegia Fiorentina e Torino: due squadre che, organici alla mano, non c’entrano nulla con la zona rossa della classifica. E penalizzano Genoa e Lecce: di fatto non cambia niente, i salentini devono recuperare un punto ma le gare ora scarseggiano. E sorride la Sampdoria, con l’ennesimo “miracolo” di Claudio Ranieri, un tecnico d’altri tempi per modi e stile calcistico. E proprio per questo mai stimato quanto avrebbe meritato dal calcio italiano.

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Francesco Cammuca