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PARTITE RINVIATE PER COVID: COME FUNZIONA NEGLI ALTRI CAMPIONATI EUROPEI?

Premier League
Fonte immagine: Pixabay

Il caso del focolaio del Genoa si è tramutato nel caos che sta mettendo a rischio persino il proseguire della stagione dopo quanto successo tra Napoli e Juventus. Il protocollo della Lega si è infatti scontrato con quello imposto dalla Asl campana, generando così un conflitto destinato a risolversi solo dopo lungo dibattito (e probabilmente un nuovo regolamento comune).

A prescindere da come finirà la partita non giocata (lo zero tre a tavolino è scontato, ma poi si dovrà passare per i reclami del Napoli ovviamente), è una situazione che non è nuova e purtroppo non sarà nemmeno unica da qui al futuro. Strano quindi che anche solo nei casi come quello capitato al Genoa, la Serie A non avesse nemmeno un protocollo predefinito per decidere il da farsi, risolto anche in quel caso solo dopo (con nuove regole scritte per l’occasione). Gli altri campionati europei invece, almeno nei casi di contagio di “massa” (un focolaio con più di qualche elemento coinvolto in squadra), avevano già un protocollo confermato. Vediamo quale.

Premier League (Inghilterra)

In Premier League vengono fatti di routine tamponi a tutti i tesserati, e in caso di positività il giocatore o il membro dello staff vengono messi in quarantena per due settimane. La positività viene trattata come un qualunque eventuale infortunio del giocatore, per cui molto semplicemente non viene convocato per la partita (nè per gli allenamenti). In caso di possibili contagio plurimo (un focolaio in stile Genoa appunto), le regole sono molto chiare: la partita verrà rinviata solamente nel caso in cui il club non riuscisse a portare almeno 14 giocatori in campo attingendo dalla rosa della prima squadra, ma anche da Under21 sotto contratto (tipo quelli che giocano in primavera per esempio). Insomma un’eventualità davvero molto rara quella del rinvio (il calendario inglese del resto è ancora più fitto di partite del nostro).

Liga (Spagna)

In Spagna effettuano test 72 ore prima della partita e in caso di positività, scatta la quarantena per 10 giorni (per poi tornare in campo solo a doppio tampone negativo ovviamente). Per quanto riguarda possibili rinvii invece, il minimo per ottenere lo spostamento di data è non riuscire a presentare almeno 13 giocatori di cui 5 della rosa di prima squadra. E’ obbligatorio per i club, indicare addirittura un possibile stadio alternativo al proprio, in cui disputare eventualmente alcune partite in caso di contagi massivi nella zona di appartenenza.

Francia (Ligue1)

La Francia sia una delle nazioni europee dove i contagi stanno continuando a crescere in modo più massiccio, e i suoi protocolli per il calcio sono stati recentemente resi un minimo più rigidi. Se ad agosto infatti, per rinviare una partita bastava avere almeno 4 positivi in rosa, da settembre invece ogni mese tutti i club dovranno presentare una lista di 30 giocatori: finchè si riesce a presentare sul campo almeno 20 giocatori negativi di quella lista, non è possibile richiedere il rinvio. In caso di positività, la quarantena in Francia è prevista per soli 8 giorni (poi dovranno essere confermati i tamponi negativi).

Germania (Bundesliga)

La Germania è forse quella con meno restrizioni di tutte in campo sportivo. Ogni episodio viene comunque analizzato a parte e la quarantena dei positivi si applica solo al contagiato e ai suoi componenti familiari. L’unica raccomandazione, è di avere “rose allargate” per poter permettere sempre un buon numero di giocatori convocati. Decisamente un’altra cosa rispetto al resto d’Europa.

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