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Red Bull denuncia: “Produrremo i motori, ma gli sviluppi aiutano gli altri”

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

La Formula 1 continua a essere terreno fertile per continue sfide dialettiche tra i vari team. Questa volta a prendere la parola sono i vertici della Red Bull Racing. La scuderia austriaca continua a ottenere consensi, anche se quest’anno manca ancora la vittoria del team. È arrivato il successo a Monza con la scuderia “satellite”, la Alpha Tauri portata in trionfo dal francese Pierre Gasly, ma il rendimento di Verstappen e Albon resta comunque buono.

In ogni caso, in casa Red Bull ci si lamenta soprattutto di come la FIA tratti la questione dei motori a bordo delle monoposto. In particolare, il consulente Helmut Marko lancia l’accusa, soprattutto per quanto riguarda la fase di sviluppo dei propulsori. Questa, a detta di uno dei “boss” della Red Bull Racing, andrebbe a svantaggiare la stessa scuderia austriaca in favore dei grandi marchi, in particolare la Mercedes ma anche la Ferrari.

Saremmo favorevoli – dice Marko a proposito della produzione di propulsori – , a condizione che i colloqui con Honda siano positivi, che ci assumessimo i diritti di proprietà intellettuale e tutto ciò che è necessario, per poi preparare noi stessi i motori a Milton Keynes. Ma questo è possibile solo a condizione che i motori siano congelati dalla prima gara del 2022 alla fine. Non possiamo sostenere un ulteriore sviluppo, sia dal punto di vista tecnica sia finanziario”.

Dunque la richiesta di Helmut Marko è ben precisa. Specialmente davanti a una constatazione che è innegabile: “Tutti i produttori di motori hanno il proprio team e questo significa che sviluppano il motore attorno al proprio telaio”.

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca