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6 settembre ’60: il record del mondo di Elliott

record del mondo - herb elliott
fonte immagine: *youtube

Oggi è uno degli anniversari più importanti dell’atletica, una giornata da record del mondo.

Era il 6 settembre 1960 quando durante i Giochi Olimpici di Roma Herb Elliott stabilì un nuovo primato nei 1500 piani di 3:35.6, distanziandosi da Michel Jazy, uno degli atleti preferiti da Charles de Gaulle.

Elliott ebbe una carriera breve ma intensa. Si ritirò giovane: “Ho vinto l’Olimpiade e i Giochi del Commonwealth, ho centrato il record mondiale dei 1500 e del miglio. Cos’altro avrei potuto fare?”.

Il corridore, da quando iniziò la carriera da professionista, non perse mai una gara di 1500 metri o un miglio.

Qualità, non quantità sembra essere un po’ la sintesi del suo percorso professionale. Vediamo insieme come tutto è cominciato.

Elliot iniziò a correre a soli otto anni. All’età di vent’anni corse il suo primo miglio di meno di quattro minuti. Nello stesso anno, il giovane atleta stabilì il record mondiale per il miglio di 3 minuti e 54,5 secondi e nei 1500 metri di 3 minuti e 36 secondi.

In tutta la sua carriera riuscì a percorrere il miglio in meno di quattro minuti per 17 volte.

In particolare il suo successo raggiunse l’apice proprio alle Olimpiadi di Roma del 1960, come precedentemente ricordato.

Un evento che, tra gli altri, lo ha incoronato atleta dell’anno dall’Associated Press.

Per molti Herb Elliott rimane il più grande atleta di sempre. Una leggenda imbattuta, se non una sola volta come atleta junior.

Il suo successo però fu la conseguenza di un duro allenamento.

“Mi piace variare i miei luoghi di allenamento giorno per giorno, correndo su un campo da golf un giorno, il giorno dopo in un parco, poi su un ippodromo, su e giù per le colline che fiancheggiano il Santuario a Melbourne, lungo il fiume Yarra e anche oltre paddock per mucche. Il cambio di scenario, la musica degli uccelli e la vista di bovini e pecore al pascolo liberano l’anima e rendono una sessione di allenamento una vera gioia”.

Una gloria costruita sul sacrificio, come ogni fenomeno che si rispetti.

Dopo il ritiro dalle corse, il campione del mondo divenne Direttore degli atleti delle relazioni aziendali per il Comitato olimpico australiano.

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