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Rafael Leao: “Razzismo negli stadi, ma non in tutta Italia”

Leao e la lotta al razzismo
Fonte immagine: Profilo Instagram @iamrafaeleao93

Rafael Leao torna a parlare della piaga del razzismo, una delle più difficili da estirpare in Italia, anche in correlazione con il calcio. E nel suo libro dal titolo “Smile” non manca il riferimento all’episodio che ha riguardato Mike Maignan nel corso della sfida tra Udinese e Milan: “Un fatto assurdo e gravissimo. E anche quando ho visto Lukaku essere ammonito dopo aver festeggiato in faccia ai tifosi razzisti della squadra avversaria mi sono arrabbiato tantissimo”.

 

Il fantasista portoghese ha parlato anche di un altro episodio che ha vissuto da vicino. Stiamo parlando dell’espulsione inflitta a Zlatan Ibrahimovic durante Roma-Milan. Una scelta arbitrale che va in controtendenza con la lotta al razzismo negli stadi: “Se un calciatore viene continuamente bersagliato e si permette di esultare in maniera reattiva rispetto a quei tifosi, l’arbitro cosa fa? Lo sanziona? È una cosa che non ha senso, e anzi non fa altro che contribuire ulteriormente a un clima già abbastanza esasperato”.

Leao e la lotta al razzismo

Una lotta, quella al razzismo, che secondo Rafael Leao non riguarda l’Italia nel suo complesso. “Non credo che l’Italia sia un Paese razzista – prosegue il milanista – , in questa nazione sono diventato un uomo, un grande calciatore e un professionista. Ma credo che le istituzioni sportive siano ancora molto indietro, e questo accade anche in tutto il resto dell’Europa. Spostare continuamente la responsabilità sul soggetto, chiedersi: ‘Lui cosa ha fatto per provocare?’ è il miglior assist possibile che si possa fare a un razzista. È successo al mio amico Mike e a Moise, prima ancora a Balotelli e continuerà a succedere fino a quando non sapremo cosa fare per fermarli”.

 

La vita di Leao non è stata facile da giovanissimo. “Tante persone cominciarono ad avvicinarsi a me e il motivo era soprattutto economico. Ognuno ha qualcosa in mente da realizzare e tu sei il modo più rapido perché possano farlo. Crescere al bairro mi ha aiutato sotto quel punto di vista. Impari molto più velocemente a riconoscere gli squali quando hai nuotato insieme a loro, gli atteggiamenti sono sempre gli stessi, cambiano le situazioni ma se sai distinguerle riesci a capire che l’essere umano tende a essere egoista e in quella situazione ti salva solo la famiglia”.

 

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Cammuca

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