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Il caos in Formula 1: punizione leggera per la Racing Point?

Fonte immagine: Wikipedia Commons

In Formula 1 non si riesce quasi più a parlare di corse e di piazzamenti. La Mercedes ha esteso ancor di più il proprio dominio sulle quattro ruote, riuscendo a vincere tutte le gare fin qui disputate in questa stagione 2020 compatta e a forte matrice europea. La doppia gara di Silverstone ha reso ancor più chiaro il concetto. Forse nella prima gara di inizio agosto si è capito fortemente quale e quanto sia il dominio delle frecce nere, con Hamilton che ha tagliato il traguardo praticamente su tre pneumatici ma in assoluto controllo.

Per questo motivo, come spesso accade nello sport e in altri ambiti della società, quando sul piano pratico c’è davvero poco di cui parlare, ci si occupa di altri fattori. Ed è questo il caso della Racing Point. La scuderia che un tempo si chiamava Force India ed era posseduta per l’appunto da indiani, ora è in mano a Lawrence Stroll, ricco uomo d’affari canadese che ha avuto la capacità di piazzare in Formula 1 il figlio Lance, pilotino senza né arte né parte, ma con un gran portafogli dietro.

Stroll senior è riuscito a ottenere quest’anno una macchina all’apparenza nuova, ma che fin dai primi test ha destato qualche sospetto. “Questa Racing Point va troppo forte”, hanno pensato in molti già a Barcellona. E i sospetti crescevano anche con le prime gare estive. Si sostiene che sia di fatto la copia sputata della Mercedes che ha vinto il mondiale un anno fa. E da qui sono scattate prima le ricerche, poi le indagini e poi le denunce di alcuni team, tra cui Ferrari e Renault tra le più agguerrite.

La prima sentenza della FIA è stata considerata leggera: 15 punti di penalizzazione nel mondiale costruttori e una multa. Tanto che si sta andando avanti con indagini e denunce. Anche sulla base di quanto accadde nel 2007, con la McLaren colpita fortemente dalla nota spy story. Ma la domanda che sorge è un’altra: perché la Mercedes, che potrebbe aver “passato” i disegni del 2019 a Stroll senior, resta impunita?

Ai posteri l’ardua sentenza…

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Fonte immagine: Wikipedia Commons

Francesco Cammuca