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Serie A: Sulle ali della vittoria

A poco più di un mese dall’inizio del nuovo campionato proviamo a capire dove ci eravamo lasciati e cosa manca alle big del campionato.

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Fonte immagine: Facebook

Smaltita la sbornia per la vittoria azzurra all’Europeo, il calcio italiano si rimette in moto per una nuova stagione. E la Nazionale vincente di Mancini potrebbe essere il perfetto trampolino per ridare smalto al pallone nostrano, dimostratosi poco appetibile nelle ultime stagioni. 

A guardare la schiera di allenatori presenti ai nastri di partenza della nostra Serie A, le premesse per una stagione entusiasmante ci sono tutte. In un colpo solo ritroviamo Mourinho, Sarri, Allegri e Spalletti, quasi tutte le big hanno cambiato mister e tutto ciò potrebbe provocare un rimescolamento delle carte nelle prime posizioni. 

E’ chiaro che a un mese dall’inizio della stagione, col calciomercato che sta entrando nel vivo e con metà dei calciatori ancora in vacanza – soprattutto quelli reduci dalle fatiche europee – è complicato azzardare previsioni. E’ sicuramente più semplice comprendere quali sono le lacune che i top team della Serie A dovranno colmare per non farsi trovare impreparati il 22 agosto, data del kick off della nuova stagione. Ma andiamo nel dettaglio.

La nuova Inter di Simone Inzaghi

Marotta ha rassicurato tutti, quella di Hakimi sarà l’unica partenza pesante e dolorosa del mercato nerazzurro. Ma resta la necessità di chiudere in attivo il saldo entrate/uscite e conciliarlo con le esigenze della squadra. Una su tutte è proprio la sostituzione dell’esterno marocchino visto che lo sfortunato Eriksen è stato rimpiazzato dall’ormai ex rossonero Calhanoglu. A Inzaghi servirà verosimilmente una punta in più e un esterno sinistro da alternare a Perisic. La rosa resta molto forte, la differenza potrebbe farla proprio l’ex mister biancoceleste riproponendo in parte il modo di giocare che ha consentito a Conte di riportare lo scudetto sulle maglie nerazzurre dopo 11 anni. 

Si riparte da Ibra, ma non solo…

Delle prime 8 della classifica dell’ultimo campionato, solo Pioli e Gasperini sono rimasti ben saldi sulla loro panchina. Vantaggio non da poco, se non fosse che i rossoneri hanno perso per strada due uomini fondamentali come Donnarumma e Calhanoglu. La società rossonera non si è persa d’animo, ha preso Maignan, riscattato Tomori e Tonali, ha scovato Ballo-Tourè, l’esterno sinistro in grado di far rifiatare Theo Hernandez, ha trovato una soluzione col Real Madrid per far rientrare a Milanello Brahim Diaz e “last but not least” con Giroud sa di poter contare su un centravanti solido e affidabile che non sia necessariamente una alternativa a Ibrahimovic. 60 milioni spesi finora ma non è finita qui, i rossoneri viglilano attentamente la situazione nella speranza di colmare i ruoli scoperti, urge un esterno offensivo a destra e un trequartista, e a quel punto la rosa potrebbe essere pronta per affrontare il tanto agognato ritorno in Champions League. 

Estate da sogno

Dopo l’ennesima stagione esaltante culminata con la qualificazione in Champions per il terzo anno consecutivo, l’Atalanta di Gasperini durante la campagna europea si è goduta i frutti della pesante semina di questi anni. E ripartirà proprio dai vari Gosens, Pessina, Toloi, Miranchuk, Muriel e Zapata potrà ripartire la Dea, consapevole del fatto che l’effetto sorpresa è svanito e l’asticella deve necessariamente alzarsi. Lo Scudetto ad oggi sembra obiettivo poco realistico dalle parti di Zingonia ma viste le premesse fatte all’inizio nulla è impossibile. Punti deboli? Pochi. Difficile aspettarsi colpi a sensazione ma attenzione perchè Musso pagato 20 milioni è un signor investimento. L’Atalanta deve capire di essere diventata grande, la mancanza di ambizione non deve diventare un limite.

Fine prima parte.   

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