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PRIMA VOLTA IN B: LE RETROCESSIONI DELLE GRANDI DELLA SERIE A

Fonte immagine: Flickr

C’è una prima volta per tutto, anche se in questo caso tutte le protagoniste ne avrebbero fatto volentieri a meno. Perchè come ormai sappiamo nel calcio di Serie A soltanto una squadra non ha mai subito l’onta delle retrocessione: l’Inter. A parte i nero azzurri, tutti prima o dopo si sono fatti almeno un anno di purgatorio, anche se per alcune si è trattato più di una punizione a tavolino che non di un verdetto sul campo. Proviamo allora a fare un breve riassunto della stagione in cui per la prima volta, alcune grandi squadre del calcio italiano si sono trovate costrette a guardare la Serie A soltanto da lontano.

Juventus 2005-2006

La retrocessione più eccellente e ultima in ordine di tempo, è stata sicuramente quella della Juventus. E’ l’anno di calciopoli che rivoluzionerà il calcio italiano, con i bianco neri che pur in vetta al campionato con 91 punti, verranno condannati per le note vicende alla Serie B (che domineranno poi l’anno successivo). Un anno di attesa che però ha in qualche modo formato le basi per il grande ciclo vincente che sta ora vivendo. Anche se gli è costato un record di presenze nella massima serie.

Lazio 1960-61

La prima volta dei laziali nel campionato a girone unico, avvenne invece nel 1961, in quella che fu una stagione davvero terribile per i bianco celesti. Una crisi societaria e tecnica che portò all’avvicendamento tra Bernardini e Flamini prima, passando poi per Jesse Carver fino a fine stagione, senza però alcuna miglioria visto che concluse all’ultima posizione con soli 18 punti all’attivo. E alcuni dei risultati peggiori di sempre come la sconfitta per 4-0 nel derby e un pesantissimo 7-0 contro l’Inter. La beffa fu invece il raggiungimento della finale in Coppa Italia, battuti dalla Fiorentina per 2-0. Fu la prima volta in serie cadetta, ma non fu l’ultima per il laziali che nello stesso decennio dovettero affrontare altri due sali e scendi.

La Roma 1950-51

La prima e unica retrocessione dei giallo rossi avvenne invece nel 1951, e arrivò come un fulmine a ciel sereno per una società che solo nove anni prima era finalmente riuscita ad aggiudicarsi il primo scudetto della sua storia. Ma la guerra aveva cambiato di nuovo tutti gli equilibri e non era facile stare al passo. Specialmente se si decideva di vendere i migliori elementi, vedi Amadei (finito all’Inter). Una retrocessione quindi quasi inevitabile, pur arrivata all’ultima giornata nonostante la vittoria della Roma a S.Siro contro l’Inter con il Padova che liquidava il Napoli al S.Paolo mantenendo quell’unico punto di vantaggio.

Il Napoli 1941-42

La prima volta dei partenopei in Serie B potremmo catalogarla nel 1942. Dopo essere stato ammesso alla Serie A nel 1929 (ben figurando in alcune occasioni), arriva infatti in quell’anno la prima retrocessione sul campo. Anche in questo caso avvenuta proprio sul filo di lana dell’ultima giornata. Il Napoli era infatti a 24 punti in terzultima posizione insieme all’Atalanta, e il Livorno un punto dietro. E una partita contro il Genova 1893 da giocare in casa. La combinazione peggiore possibile condannò i partenopei, visto che il Livorno vinse contro il Milan (in una stagione no) e l’Atalanta raccolse un pareggio contro l’altra milanese (l’allora Ambrosiana).

Il Milan 1979-80

La prima retrocessione per il Milan fu anch’essa derivata dalla penalizzazione in seguito allo scandalo del toto nero, il calcio scommesse che arrivò come uno tsunami travolgendo molte delle società coinvolte (il Milan, ma anche la Lazio che pure verrà retrocessa). La stagione era finita con un terzo posto in classifica (alle spalle di Inter e Juve), ma non servì a niente. L’anno successivo vinse poi il campionato cadetto, ma qualcosa era cambiato nella rosa, tanto che poi due anni dopo arrivò di nuovo una retrocessione, questa volta sul campo, nel 1982. Ironia della sorte, in compagnia di un Bologna per cui parimenti fu la prima volta in Serie B (e purtroppo per i felsinei, non l’ultima di una serie) dall’inizio del girone unico che l’aveva visto vincere 7 scudetti.

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