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Al via la Prada Cup: Luna Rossa pronta alla battaglia!

Dopo vent’anni potrebbe essere di nuovo un’italiana a lottare per l’America’s Cup

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Fonte immagine: Instagram

Quando sono passati ormai vent’anni dall’ultima sfida per la storica America’s Cup, Luna Rossa sembra intenzionata a riprovarci. L’imbarcazione italiana infatti parteciperà alla Prada Cup, competizione velica tra le sfidanti che dovrà designare poi chi dovrà scontrarsi con i “defender” del Team New Zealand. 

Il programma della Prada Cup

Prada Cup è la denominazione della competizione che si svolge tra le barche candidate a sfidare i detentori della Coppa America, quella che prima era la Luis Vuitton Cup. 

Dodici regate da svolgere con la formula del “Round-Robin” (uno contro uno) tra le tre contendenti: American Magic (USA), Ineos (GBR) e Luna Rossa (ITA). 

Due regate al giorno dal 15 al 24 gennaio, che daranno poi vita a una classifica e un ulteriore serie di scontri diretti: le semifinali tra la seconda e la terza, e poi la vincente che incontrerà invece quella che era la prima in classifica. 

Solo chi uscirà vincitore da tutto questo, potrà poi andare a sfidare i detentori del titolo, Team New Zealand, in una serie di sfide dal 6 al 21 Marzo che consegneranno la 36° Coppa America, il torneo più antico del mondo ancora in attività.

Le speranze di Luna Rossa

Si andrà a caccia del vento in quel di Auckland, con tre imbarcazione che sulla carta si presentano abbastanza vicine in termini di possibilità. Certo gli inglesi sembrano un passo indietro, e la sensazione è che a giocarsela alla fine saranno proprio i fortissimi Americani (che devono ancora smaltire lo smacco del 7-1 del 2017 con cui hanno perso la Coppa) e proprio gli italiani di Luna Rossa. 

A dare ampie garanzie è l’equipaggio scelto per l’occasione dal team italiano. Dallo Skipper Max Sirena (già a bordo di Luna Rossa quando nel 2000 affrontò New Zealand per la vittoria), ai due timonieri Francesco Bruni e James Spithill, già vincitore per due volte della competizione (sono solo due gli stranieri a bordo). 

Certo poi in regate di questo livello sarà la tecnologia a farla da padrona, ma anche in questo caso gli azzurri non hanno nulla da invidiare ai loro competitor. 

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