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I rituali dei piloti di Formula 1: Vettel tra i più superstiziosi

I rituali dei piloti di Formula 1: Vettel tra i più superstiziosi
"FERRARI SF90 / Sebastian Vettel / GER / Scuderia Ferrari" by Renzopaso is licensed under CC BY-SA 2.0.

Sebastian Vettel è uno dei piloti di Formula 1 più superstiziosi. Tanto che è solito indossare la tuta con un taschino. Cosa mai dovrà metterci dentro? Un maialino, una moneta da un centesimo, una da un penny e una da un dollaro.  Sembrano essere questi gli oggetti giusti per la vittoria.  Uno starter pack ben definito.

Infatti queste cose sono state trovate casualmente nella sua tasca durante la prima gara di esordio in Formula 1 ed il tedesco ha deciso di seguire questo rituale in maniera assidua.

Ma siamo sicuri che di questi tempi tale rituale funziona ancora?

L’appuntamento con Vettel è domenica a Imola. Nel frattempo il professionista parla di una Ferrari difficile da guidare, a differenza di Leclerc.

Il tedesco forse dovrebbe provare a cambiare rituale, così da migliorare le prestazioni in vista di questo Gran Premio.

Quest’oggi ci saranno le prove libere e le qualifiche, domani si passerà alla gara vera e propria.

Imola non è una pista come le altre, lì il primo maggio 1994 ha perso la vita Ayrton Senna presso la curva del Tamburello.

Proprio in quel punto oggi sorgono bandiere, tributi e una statua dedicata al campione.

Se vuoi sapere qualcosa di più su quanto accaduto, leggi anche: Ayrton Senna: 26 anni fa, la tragica morte del campione.

“FERRARI SF90 / Sebastian Vettel / GER / Scuderia Ferrari” by Renzopaso is licensed under CC BY-SA 2.0 .

Sommario
I rituali dei piloti di Formula 1: Vettel tra i più superstiziosi
Titolo
I rituali dei piloti di Formula 1: Vettel tra i più superstiziosi
Descrizione
Sebastian Vettel prima di ogni gara è solito portare nel taschino della tuta un maialino, una moneta da un centesimo, una da un penny e una da un dollaro.
Autore
Maria Caterina Crugliano

Scritto da Maria Caterina Crugliano

Copywriter dell’ironia. I miei genitori devono ancora capire che lavoro faccio. Penso quindi scrivo (e rido).