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Pessina e le avventure universitarie.

Quella volta in cui non venne riconosciuto durante un esame.

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Fonte immagine: Instagram

La notorietà e la popolarità spesso sono croce e delizia di chi ne gode: a volte sono considerate positivamente, altre volte meno.

Questo è il caso di Pessina, il giocatore che racconta di un aneddoto inerente alla sua vita quotidiana, in particolare all’Università e allo svolgimento di un esame.

Il fatto accade alla famosa LUISS di Roma, dove Pessina segue un corso dedicato ad atleti e sportivi, insieme ad altri colleghi: Caldara e Gagliardini.

“Il giorno dell’esame di Statistica sono arrivato davanti alla Luiss e ho chiesto quale fosse l’aula. C’era un agente nella guardiola e mi ha chiesto il badge, altrimenti non avrebbe potuto farmi entrare. Gli ho spiegato: ‘Non ho il badge, non frequentando non mi è stato mai inviato’. Non voleva farmi entrare, non ne voleva sapere. Ho chiamato il tutor. Dopo qualche minuto è arrivato il direttore, tutto trafelato, e la sbarra si è alzata. La guardia era imbarazzatissima per non avermi conosciuto, mi è dispiaciuto tantissimo perché è una cosa normale. Se non ti piace il calcio non c’è niente di male, ma è stato davvero bizzarro. Un momento di pura normalità che avrebbe potuto riguardare qualsiasi mio coetaneo”.

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Beh, al di là di questo di dice contento del suo percorso: “Sono convinto del percorso di studi che ho intrapreso. Non frequento le lezioni, chiaramente, ma mi reco in sede a Roma per svolgere gli esami. Ciò che mi piace è che sono trattato come gli altri, senza favoritismi e senza sentire che il mio cammino è facilitato grazie al mio status”.

Queste sue dichiarazioni ci fanno meglio comprendere quale bravo ragazzo ci sia dietro al campione che conosciamo: bravo Matteo!

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